“Napolitano 2014. Non possiamo passare l’anno a sfogliare la margherita, resta o non resta, questo lo induce a dimettersi o a restare? La vita è più ricca e drammatica di come pretenderebbe il Capo dello Stato in una nobile e alta forma di narcisimo. La politica non può essere l’interrogativo quotidiano sulle sue dimissioni, e sulle conseguenze che ne deriverebbero. Esiste la realtà, presidente Napolitano, il destino dell’Italia e non solo il suo”. Lo scrive, nelle sue parole chiave, “Il Mattinale”, la nota politica redatta dallo staff del gruppo Forza Italia della Camera dei deputati.
“Inchinite. La malattia che prende i commentatori politici, giornalistici e persino sindacali davanti al Quirinale. Trattasi di infiammazione che costringe la schiena a stare piuttosto piegata in avanti. Mirabile coincidenza a 90 gradi tra uomini e pensieri fino a un attimo fa opposti, tipo Casini e Camusso”.
“Camussiane. E’ un nuovo ordine di suore, una congregazione sindacale, pare iscritta devotamente alla Cgil. Venerano ultimamente san Giorgio (Napolitano). Cercano così di dimenticare lo scorno del successo mondiale di Marchionne”.
“Travaglio. Anche gli orologi rotti due volte al giorno segnano l’ora giusta. Così ci copia. E segnala l’uso anticostituzionale della minaccia di dimissioni da parte del Capo dello Stato. L’articolo 85 della Costituzione dice: “Il Presidente della Repubblica è eletto per sette anni”. Non sono previsti patti in deroga, e neppure minacce morali”.
“Riforma dell’85. Pare che Napolitano abbia chiesto a Quagliariello di riformare l’articolo 85 della Costituzione. Testo nuovo: “Il Presidente della Repubblica è eletto per gli anni che decide lui”. Se no? Se no, si dimette”, conclude “Il Mattinale”.