“Il problema è che, secondo i principali previsori, anche i primi mesi del 2019 non saranno migliori. Confindustria ha dichiarato che, addirittura, il mese di gennaio sarà peggiore di dicembre, con i dati che lasciano presagire, ormai, che anche il primo trimestre dell’anno avrà segno negativo. Avanti di questo passo è la crescita del Pil per l’intero 2019 sarà negativa. Con tutte le conseguenze che si produrranno sulla finanza pubblica, per effetto del peggioramento del deficit e del debito pubblico. La manovra correttiva ammessa ieri dal sottosegretario alla presidenza Giancarlo Giorgetti potrebbe, di conseguenza, salire a quasi 20 miliardi di euro, dagli attuali 7-15 miliardi previsti, senza dimenticare i 23 miliardi necessari per evitare l’aumento dell’IVA dal prossimo gennaio. Sperando che, nel frattempo, gli investitori non ricomincino a vendere in massa i nostri titoli di Stato e che le agenzie di rating non declassino ulteriormente il nostro rating sovrano. Difficile, tuttavia, che questo non avvenga, con gli ultimi dati macroeconomici alla mano”.