“#referendum #Renzi #governo Da un paio di giorni il presidente del
Consiglio pro tempore, Matteo Renzi, agita lo spauracchio del governo
tecnico: ‘Se perdo il referendum tornano i tecnici’.
Ricordiamo al premier mai eletto che il partito del quale è anche
segretario, il Partito democratico, dispone di un’ampia maggioranza in
Parlamento: tanto alla Camera (grazie ai 130 deputati dichiarati
incostituzionali dalla sentenza della Consulta sulla legge
elettorale), quanto al Senato, dove la maggioranza è sostenuta da una
sessantina di transfughi eletti nel centrodestra e poi passati a
sinistra”.
Lo scrive su Facebook Renato Brunetta, capogruppo di Forza Italia alla
Camera dei deputati.
“Cosa fa il Pd? Se vince feste e cortei di giubilo e se perde scappa
con il pallone? Qualsiasi scenario si apra dopo il voto del 4
dicembre, dopo la vittoria del No, serve equilibrio e senso di
responsabilità. Renzi ha dapprima personalizzato questo referendum
costituzionale, poi ha chiesto un confronto sul merito della riforma,
adesso sembra tornare alle origini, sostenendo che la consultazione
avrà risvolti sul governo.
Faccia pace con se stesso. Come sosteniamo da tempo è proprio il
presidente del Consiglio l’elemento di instabilità e incertezza, le
sue giravolte, le sue improvvide dichiarazioni smentite poco dopo, i
suoi attacchi agli avversari e alle istituzioni (basti pensare alla
scomposta reazione contro la Corte costituzionale dopo la bocciature
della riforma Madia).
Renzi ha perso la testa. Speriamo che i suoi compagni di partito, dopo
questa baraonda elettorale voluta da premier, siano responsabili e
pensino prima che alla ditta alle sorti del Paese”.