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IL MATTINALE (FI): ECCO PERCHE’ LA RIFORMA MADIA DELLA PA E’UNA PURA FINZIONE

 

Marianna-Madia

‘Il Mattinale’, la nota politica redatta dallo staff del gruppo Forza Italia della Camera dei deputati, smonta punto per punto la lettera che il ministro Marianna Madia e il presidente Renzi hanno inviato ai dipendenti pubblici.  

“Il governo – spiega ‘Il Mattinale’ – ha invitato i cittadini a discutere sulle svariate proposte del ministro Marianna Madia per riformare la burocrazia. Siccome siamo pur sempre anche noi cittadini, abbiamo sottoposto ad esame le varie voci della riforma annunciata. Risultato: tutto, ma proprio tutto c’è già, e meglio svolto dalla riforma Brunetta”.

Ecco alcuni dei punti messi sotto da lente di ingrandimento dal ‘Mattinale’.

“1) Abrogazione dell’istituto del trattenimento in servizio, sono oltre 10.000 posti in più per giovani nella p.a., a costo zero. Il numero dei trattenimento in servizio si è notevolmente ridotto già da qualche anno. Ciò è dovuto alla previsione normativa che fa scontare il costo del trattenimento in servizio sulle nuove assunzioni. Il numero e’ di un centinaio l’anno quindi le 10.000 nuove assunzioni sembrano un’utopia. Poi non si capisce a che periodo si riferisce questo numero.

2) Introduzione dell’esonero dal servizio. Istituto già introdotto nel 2008 dal ministro Brunetta. E’ efficace solo se viene inserito in un processo di riorganizzazione dell’amministrazione.

3 )Agevolazione del part-time. Già con le leggi Bassanini (fine anni 90) si è implementato l’istituto. Anche in questo caso e’ utile se viene rimesso alle necessità dell’amministrazione.

4) Applicazione rigorosa delle norme sui limiti ai compensi che un singolo può percepire dalla pubblica amministrazione, compreso il cumulo con il reddito da pensione. Le norme sono state introdotte già dal governo Prodi del 2006 poi perfezionate nel 2011 dal governo Monti che ha adottato i necessari decreti attuativi rendendolo cogente. Ulteriori interventi sono stati fatti dal governo Renzi quindi occorre solo effettuare i controlli.

5) Semplificazione e maggiore flessibilità delle regole sul turn over fermo restando il vincolo sulle risorse per tutte le amministrazioni. Il problema e’ il vincolo delle risorse. Flessibilità e semplificazione servono a poco.

6) Riduzione del 50% del monte ore dei permessi sindacali nel pubblico impiego. Già operato il taglio con il ministro Brunetta, ma si può fare solo per le amministrazioni statali. Comunque per avere un effetto di risparmio più ampio   occorre ridurre anche i distacchi sindacali.

7) Abolizione delle fasce per la dirigenza, carriera basata su incarichi a termine. Gli incarichi sono già a termine. L’abolizione delle fasce senza uno sbarramento di requisiti d’ingresso, renderà gli interpelli di affidamento degli incarichi una sorta di concorsone con inevitabili contenziosi. Si creerà uno spoil system generalizzato che non esiste in nessun paese europeo.

8) Possibilità di licenziamento per il dirigente che rimane privo di incarico, oltre un termine. Norma già esistente.

9) Valutazione dei risultati fatta seriamente e retribuzione di risultato erogata anche in funzione dell’andamento dell’economia. Norma già esistente.

10) Introduzione del ruolo unico della dirigenza. Il ruolo unico ha già dimostrato il suo fallimento. E’ stato utilizzato nel suo breve periodo di vigenza per mettere da parte dirigenti scomodi ed ha provocato un notevole contenzioso. Basterebbe aumentare le possibilità di mobilità con le norme esistenti”, conclude ‘Il Mattinale’.