“Renzi appare molto perché è pura apparenza. Giustamente Giannelli lo ritrae sulla prima pagina del ‘Corriere della Sera’ accanto al Papa per la benedizione urbi et orbi. Gli orbi benedetti da Renzi sono gli italiani che confida restino ciechi. Noi no. Almeno noi no”. Lo scrive ‘Il Mattinale’, la nota politica redatta dallo staff del gruppo Forza Italia della Camera dei deputati.
“Finora di tutte le riforme sciorinate una sola si è manifestata sulla carta e in forma di decreto. Quello che va a nome di Giuliano Poletti, e che noi abbiamo lealmente elogiato. Il problema è che l’unica cosa fatta, sta finendo malissimo. Siccome aveva il merito di rimediare ad alcune grossolane assurdità della legge Fornero, e apriva ad una reale flessibilità dei contratti di lavoro, ecco che è stato demolito, sulla base dello strapotere che la Cgil ha nel gruppo parlamentare del Pd”.
“Sia chiaro quello di cui abbiamo accennato del famoso Jobs Act. Quello – secondo le assicurazioni del ministro competente – resterà famoso ma soprattutto fumoso e sarà inscatolato alla maniera di Piero Manzoni o se preferite secondo i modi di Andy Warhol per la zuppa Campbell, entro il 2015. Bella forma di urgenza. Per Renzi di urgente ci sono le parole. Anzi no. Una cosa c’è: il voto di scambio”.
“Citiamo qui Eugenio Scalfari che segue a ruota quanto scritto da noi una dozzina di volte. ‘…l’operazione del bonus in busta paga non è un programma organico ma uno spot elettoralistico. È esattamente così e venerdì sera nella trasmissione Otto e mezzo l’ha ammesso lo stesso sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, Graziano Delrio’”.
“Non sarebbe male che al Quirinale si prendesse sul serio il nostro vigoroso avviso sulla necessità rinforzata di controllo di costituzionalità e di aderenza ai trattati internazionali. Non la finiremo qui. Nessuna tregua. Svelare un trucco al giorno, toglie Matteo di torno”, conclude ‘Il Mattinale’.