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Brunetta-Di Stefano: Terremoto, “Ok allargamento cratere, ma dl governo inaccettabile”

 

“Esprimiamo soddisfazione per l’allargamento del cratere ad alcuni comuni della Regione Abruzzo, come richiesto e sollecitato attraverso le nostre proposte emendative presentate al decreto sisma, operato a seguito dell’approvazione di un emendamento del governo nel corso della seduta notturna della Commissione Ambiente di Montecitorio.

L’allargamento determinato dal governo risulta però ancora insufficiente, perché esclude inspiegabilmente alcuni comuni delle Province di Pescara (Catignano, Civitella Casanova, Penne), e di Teramo (Basciano, Penna Sant’Andrea) che hanno subito fortissimi danni e che dovrebbero poter usufruire delle misure agevolative previste dal decreto. E da questo punto di vista dal governo non sta arrivando nessuna risposta, ma solo miopi chiusure.

Bene anche la misura, sottoscritta da Forza Italia, che destina le risorse dei prossimi dieci anni della quota a gestione statale dell’otto per mille agli interventi di ricostruzione e al restauro dei beni culturali distrutti o danneggiati dal sisma. Positiva, inoltre, la sospensione di termini in materia di sanità ai comuni del cratere sismico dell’Aquila, nel quale rientra anche l’Ospedale di Popoli: a questi non si applicheranno per i prossimi tre anni le disposizioni del nuovo piano di assistenza ospedaliera, una misura che, come Forza Italia, abbiamo chiesto con ripetute proposte emendative, sin dal 2015.

C’è però ancora molto da fare e da migliorare negli interventi per favorire la ricostruzione e, soprattutto, il futuro dei cittadini e delle attività di questi territori. Il governo è immobile e inerte, non si possono abbandonare intere comunità. Resta inoltre la grave penalizzazione perpetrata ai danni delle zone colpite dai tragici eventi metereologici dello scorso gennaio: un fenomeno diverso da quello sismico, che avrebbe meritato una risposta differente. Cosa ha fatto Gentiloni? Cosa ha fatto Renzi fino all’altro ieri segretario del Pd?

Cercheremo quindi i nostri emendamenti in Aula di trovare l’assenso del governo per colmare le disparità e le lacune che definiscono l’intervento operato dal decreto sisma ancora fortemente insufficiente e inaccettabile”.