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PIL: BRUNETTA, “PER JP MORGAN, L’ITALIA È ENTRATA IN RECESSIONE E IL DEFICIT PER IL 2019 SALIRÀ AL 2,8%: NECESSARIA UNA MANOVRA CORRETTIVA ENTRO LA PRIMAVERA”

 

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“Dopo l’entrata in recessione dell’economia italiana nel quarto trimestre del 2018, anche il primo trimestre del 2019 si prospetta in rosso per la nostra economia. La banca d’affari americana JP Morgan, infatti, ha stimato una contrazione trimestrale del -0,75% del nostro Pil nel primo trimestre dell’anno, rivedendo al ribasso la precedente stima, che era di un aumento del +0,5%. Meglio dovrebbe andare nei trimestri successivi, con il Pil che dovrebbe rimanere invariato nel secondo trimestre, contro la precedente stima di un aumento del +0,75%, aumentare del +0,5% nel terzo, contro la precedente stima del +0,75%, e aumentare del +0,75% nel quarto, come da precedente stima. La sorpresa riguarda il tasso di crescita finale per il 2019, che, con questa progressione, dovrebbe essere negativo del -0,30%, nettamente in diminuzione rispetto alla precedente stima del +0,40%. In sintesi, l’Italia sarebbe entrata, secondo JP Morgan, addirittura in recessione.

JP Morgan non è comunque la prima che vede così al ribasso i dati per il 2019. Già Confindustria aveva dichiarato che il mese di gennaio sarà peggiore di quello di dicembre, già peraltro molto negativo, mentre il Centro ricerche REF ha stimato una crescita per il 2019 pari a zero, e il fondo d’investimento PIMCO ha previsto una crescita negativa. Ricordiamo che il Governo ha messo per iscritto che il tasso di crescita per il 2019 sarà pari al +1,0%. Una cifra che dovrà essere già rivista al ribasso nel prossimo Documento di Economia e Finanze, dal momento che il quadro macroeconomico è peggiorato.

Interessante anche la stima di JP Morgan relativa al rapporto deficit/Pil per il 2019, che dovrebbe salire al 2,8%, rispetto alla precedente stima di 2,3%-2,4% che era, peraltro, già più elevata del famoso 2,04% concordato dal Governo Conte con la Commissione Europea lo scorso dicembre. Se questi dati fossero confermati, sarebbe scontata una manovra correttiva per il 2019 pari allo 0,8% del Pil, ovvero di un ammontare vicino ai 15 miliardi di euro. Se si considera che il Governo deve indicare già nel prossimo Documento di Economia e Finanze le risorse per evitare l’aumento dell’IVA, pari a 23 miliardi per il solo 2020, l’intervento correttivo per il 2019, stando alle stime di JP Morgan, dovrebbe ammontare alla cifra monstre di 38 miliardi di euro. Un dato che non passerà inosservato alle agenzie di rating, che presto dovranno formulare i loro giudizi sul rating sovrano dell’Italia, già a partire dal prossimo 22 febbraio con l’agenzia Fitch. Come non passerà inosservato il fatto che il rischio sovrano dell’Italia ha superato abbondantemente, sempre secondo i dati riportati da JP Morgan, quello di Portogallo e Spagna, che un tempo erano considerate molto peggiori”.