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TAV: BRUNETTA, “ANALISI COSTI-BENEFICI È STATA PENSATA DAL GOVERNO PER ARRIVARE GIÀ AD UN RISULTATO NEGATIVO, SOLITO GIOCHETTO FURBETTO MINISTRO TONINELLI”

 

tav-toninelli

“L’obiettivo che si è posto il Governo gialloverde con questa analisi costi-benefici è che la stessa è stata ordinata con un obiettivo finale ben preciso per arrivare ad un risultato negativo. Cinque commissari su sei avevano già espresso precedentemente, prima di partecipare alla commissione Tav, delle opinioni contro la Tav. Quindi la composizione della commissione, da questo punto di vista, non è stata né accorta, né equilibrata, né tantomeno corretta. E questo ne va della responsabilità del ministro Toninelli. Il presidente della commissione, il Prof. Ponti, che conosco bene, è da sempre ferocemente contrario alla Tav e quindi anche questo, dal punto di vista della deontologia, non è corretto. Il solito giochetto furbetto del ministro Toninelli che, come dire, manifesta in questo tutta la sua limitatezza dal punto di vista istituzionale”.

Così Renato Brunetta, deputato e responsabile della politica economica di Forza Italia, in un’intervista a Radio Radicale.

“Riservandomi di leggere con grande attenzione il dossier, mi riservo qualche osservazione. L’analisi costi-benefici non doveva farsi solo e unicamente sulla Torino-Lione, ma si dovevano valutare i benefici sull’intera tratta e sull’intero collegamento Lisbona-Kiev. Se poi l’analisi si perde in un insieme di costi micro, legati alla tratta Torino-Lione, senza calcolare i benefici macro-sistemici, questo è fuorviante. Se poi ancora, e questa è la parte più comica, si calcola sui costi il mancato gettito delle accise sulla benzina, conseguenti al fatto che se si realizza la Tav non si fanno più circolare i mezzi su gomma (Tir), che quindi non comprano più la benzina, non dando più gettito dal punto di fiscale, siamo alla follia anti-ambientalista.

Le analisi costi-benefici, di norma, si fanno prima che le opere partano. Prima che partisse quest’opera, per ragioni di regole europee e di partnership con i francesi, erano state sviluppate 7 analisi costi-benefici per dimostrare la bontà dell’opera. Pensare di fare l’analisi a metà dell’opera, quando hai già bucato montagne, speso una quantità enorme di risorse, ricevuto risorse dall’Unione Europea in ragione dello sviluppo di un bene pubblico per l’intera Europa, per poi dire che quest’opera non serve, è una follia degna delle scie chimiche.

Quando tutti noi leggeremo il testo del dossier, scopriremo che questo si rivelerà un boomerang per Toninelli, per il M5S, per il No Tav. Non siamo alla tragedia, ma alla farsa e al ridicolo. All’imbroglio. Spero che questo Paese abbia ancora la capacità di indignarsi di fronte all’improntitudine di questo Governo, perché si sta mettendo a repentaglio il futuro del nostro Paese, per mano della follia di un movimento di pazzi che in questo momento gioca con il destino dell’Italia”.