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LAVORO: BRUNETTA-POLVERINI, “ECCO PERCHE’ FORZA ITALIA DICE NO AL SALARIO MINIMO ORARIO PER LEGGE, ENNESIMO IMBROGLIO M5S”

 

brunetta-polverini

“A partire da oggi, con il consueto ciclo di audizioni, la Commissione Lavoro del Senato della Repubblica, inizierà a discutere della possibile istituzione in Italia per legge del salario minimo (orario). Si tratta di una misura assai controversa, che rischia di toccare pesantemente il nostro sistema di relazioni industriali, che potrebbe non convenire nemmeno ai lavoratori, e che, soprattutto, in una fase di rallentamento (recessione) economica non appare una priorità per il Paese.

L’iniziativa condotta dal Movimento 5 Stelle riprende, per la verità, un principio già contenuto nella legge delega n.183/2015 (Jobs Act) del Governo Renzi che prevedeva l’introduzione di un salario minimo legale (sia pure in via sperimentale). La delega non è mai stata esercitata ma il PD ha riproposto il tema sia nella campagna elettorale sia depositando alcune proposte di legge in materia.

Forza Italia è da sempre attenta alla questione salariale e al rafforzamento delle tutele reali e monetarie del lavoratore. La crescita salariale è per noi elemento indispensabile per lo sviluppo e la coesione sociale. La proposta del salario minimo ci appare l’ennesima risposta sbagliata ai problemi del Paese, pure se in presenza di un assetto contrattuale che non è ancora efficiente ed efficace per rispondere alle esigenze/difficoltà del Paese.

La questione salariale e il contrasto al lavoro povero non si regolano attraverso la fissazione per legge di salari minimi, che non tengano conto della negoziazione, delle condizioni di mercato del lavoro, delle situazioni di sviluppo locali, dei bisogni generazionali. La questione salariale è affidata anzitutto alla libera negoziazione delle parti e, solo in via residuale, a possibili e discreti interventi di sostegno del legislatore.

La nostra proposta, pertanto, si articola lungo le seguenti direttrici:

 

  1. il sostegno allo spirito del Patto della Fabbrica delle parti sociali (auspicando che vi possano essere altre adesioni o declinazioni per settore produttivo), sui fondamentali criteri della contrattazione collettiva -tra cui considerare i livelli retributivi essenziali i minimi tabellari dei contratti “leader”, in modo da evitare forme di concorrenza sleale in danno dei lavoratori- anche prevedendo un intervento legislativo “leggero” di sostegno per l’erga omnes dei ccnl;
  2. l’avvio di un più sostenuto processo di decentramento contrattuale, che tenga conto delle condizioni economiche e che sia più vicino ai luoghi di lavoro, laddove è più facile misurare la ricchezza e la produttività. Lo abbiamo fatto già nel 2008 con le agevolazioni fiscali e contributive per la contrattazione decentrata e nel 2011 con l’introduzione delle possibilità di deroga della contrattazione di prossimità, provvedimenti che hanno contribuito ad aumentare la quota di salario e a garantire i livelli occupazionali nella crisi. Lo continuiamo a sostenere oggi con un allargamento e rafforzamento di detti benefici per sostenere la contrattazione di prossimità;
  3. la riduzione del cuneo fiscale sotto forma di “crediti d’imposta”, principalmente a favore dei lavoratori dipendenti a basso salario, per favorire l’attivazione degli individui e rendere convenienti anche i lavori a bassa remunerazione;
  4. la previsione di misure per sostenere il reddito delle famiglie a rischio di povertà;
  5. un rinnovato quadro di politiche attive del lavoro (ricollocazione e alternanza scuola -lavoro);
  6. adeguati strumenti per il sostegno dei lavoratori indipendenti/autonomi”.

Lo dichiarano, in una nota congiunta, i deputati di Forza Italia Renato Brunetta, responsabile del dipartimento di politica economica del partito, e Renata Polverini, responsabile del dipartimento Lavoro.