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MANOVRA: BRUNETTA, “QUEST’ANNO IL GOVERNO DOVRÀ FARE BEN 3 MANOVRE ECONOMICHE PER UN TOTALE DI 35 MILIARDI DI EURO”

 

Manovra CDM conte governo

“Quest’anno, il Governo sarà tenuto a fare ben tre manovre economiche nel tentativo di non far naufragare la finanza pubblica e l’economia. La prima e più importante è la Legge di Bilancio di fine anno, con la quale si dovranno disinnescare i 23 miliardi di clausole di salvaguardia relative all’aumento delle aliquote IVA per il 2020, per evitare che queste scattino a partire dal prossimo gennaio. Su questo, l’Esecutivo non ha ancora detto se intende far scattare l’aumento o se intende evitarlo. Nel secondo caso, deve indicare se intende farlo attraverso un aumento delle tasse o con un taglio monstre, di pari importo, della spesa pubblica. Lo si capirà nel prossimo DEF di aprile, quando il Tesoro dovrà presentare il quadro programmatico con i relativi saldi, nel quale si dovrà obbligatoriamente indicare se l’aumento dell’IVA scatterà oppure no. Sulla presentazione del DEF, ricordiamo che il Governo è obbligato dalla legge di contabilità a presentare sia il quadro tendenziale che quello programmatico.

La seconda manovra è quella da 2 miliardi di euro che scatterà a luglio, quando il Governo sarà costretto a far scattare la clausola “salva deficit” inserita nella scorsa Legge di Bilancio per imposizione della Commissione Europea nel caso il rapporto deficit/Pil aumenti sopra l’obiettivo annuale del 2,04% concordato lo scorso dicembre, che consiste nel rendere definitivo il taglio dei 2 miliardi attualmente congelati nel Bilancio dello Stato. Siamo stati tra i primi a lanciare l’allarme sul reale impatto di questo intervento, spiegando che si tratterà di tagli draconiani veri e propri a trasporti locali, università, difesa, e ai sussidi riservati a imprese e famiglie. Ora, anche i ministeri e le Regioni hanno cominciato a realizzare la tagliola che verrà azionata su di loro tra poche settimane e si stanno rivoltando contro il Governo. Una protesta legittima, considerando che i tagli della spesa andranno a colpire, per esempio, i trasporti pubblici locali per 300 milioni di euro. Questo significa che le corse dei treni e degli autobus saranno ridotte e che i prezzi dei mezzi pubblici aumenteranno. Ancora, è già previsto un taglio della spesa pubblica da 100 milioni per la ricerca universitaria, già tra le più basse d’Europa. Senza contare il pesante taglio che colpirà le imprese, per effetto della perdita dei sussidi alla competitività. Purtroppo le richieste insistenti dei ministeri al Governo per evitare i tagli sono del tutto inutili: questi tagli sono già stati messi per iscritto e la Commissione Europea sta vigilando per assicurarsi che la clausola salva-deficit scatti nei tempi prefissati.

La terza manovra sarà quella correttiva, già stimata in circa 10 miliardi di euro, per supplire all’eccesso di deficit che si viene a generare per effetto del crollo del Pil e del fatto che l’economia italiana è entrata in recessione, al netto dell’intervento da 2 miliardi già previsto dalla Legge di Bilancio. Anche in questo caso, il Governo, che soltanto nelle ultime settimane ha cominciato ad ammettere la necessità di una manovra correttiva, non ha detto nulla circa le risorse necessarie per finanziare l’intervento. La Commissione Europea si occuperà della questione il prossimo luglio ma non è escluso che possa intervenire anche prima, su pressione dei Paesi del Nord Europa, che ormai hanno fatto della battaglia contro l’Italia una questione elettorale. A conti fatti, quindi, il Governo dovrà tirare fuori, solo quest’anno, 35 miliardi di euro per finanziare le tre manovre e dovrà dettagliare tutto il piano d’intervento nel DEF. Nel frattempo, l’unica cosa che appare certa è che per finanziare l’assurda politica economica assistenzialista di Lega e Cinque Stelle, gli italiani si troveranno con meno servizi e tasse più alte”.