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DEF: BRUNETTA, “PRESENTARE IL QUADRO PROGRAMMATICO A SETTEMBRE OLTRE AD ESSERE ILLEGITTIMO E INACCETTABILE PER COMMISSIONE UE, SAREBBE ANCHE DIMOSTRAZIONE INCAPACITÀ GOVERNO DI TROVARE RISORSE PER PROSSIMA LEGGE BILANCIO”

 

DEF governo

“Venerdì scorso, l’agenzia di rating Moody’s non ha espresso il suo giudizio sull’Italia perché si è accorta che il quadro macroeconomico non è affatto cambiato rispetto a quello dello scorso ottobre, quando ha effettuato il downgrade del rating sovrano e perché attende di vedere il nuovo quadro programmatico del Documento di Economia e Finanze (DEF) che il Governo dovrà presentare alle Camere entro il prossimo 10 aprile e alla Commissione Europea entro fine aprile. Su questo punto, l’Esecutivo Conte ha lasciato intendere che potrebbe limitarsi a presentare il solo quadro tendenziale, in aperta violazione della Legge di contabilità e bilancio che recepisce i trattati europei sulla finanza pubblica, che impongono obbligatoriamente agli Stati membri la presentazione di entrambi i prospetti. Solo nel quadro programmatico, infatti, sarà possibile vedere cosa Lega e Movimento Cinque Stelle intendano davvero fare con l’aumento dell’IVA, ovvero se intendano far scattare le clausole di salvaguardia, facendo aumentare le aliquote dal prossimo gennaio, oppure se intendano trovare 23 miliardi di euro nella prossima Legge di Bilancio, tramite altre entrate o riducendo le spese, per evitare l’aumento.

Se davvero il Governo non presentasse il quadro programmatico, magari rinviandolo al prossimo settembre, la mossa verrebbe presa come una ammissione di colpa da parte dei mercati finanziari e delle agenzie di rating, e la riduzione del rating sovrano diventerebbe molto probabile. Il quadro programmatico, lo ricordiamo, come dice il nome stesso, serve, infatti, per far capire alla Commissione come il Governo intenda procedere nella prossima manovra economica di fine anno, quantificando le varie misure di finanza pubblica. Difficile, quindi, che il ministro dell’Economia Giovanni Tria voglia assumersi la responsabilità di aprire un nuovo fronte con l’Europa, nascondendo le carte a Bruxelles prima delle elezioni europee, dal momento che la Commissione reagirebbe subito con una richiesta di chiarimenti che fornirebbe il destro agli speculatori per ritornare a vendere di nuovo i BTP”.