Socialize

DEF: BRUNETTA, “ECONOMIA ITALIANA IN STAGNAZIONE: ALTRO CHE BALCONE, OGGI NON C’È NULLA DA FESTEGGIARE, CONTE SI SCUSI CON GLI ITALIANI PER AVER PROMESSO UN ‘ANNO BELLISSIMO’ AL PAESE”

 

manovra del popolo

“Leggendo i numeri del documento, la crescita sarà pari a solo il +0,1% quest’anno, come previsto dal quadro tendenziale, e al +0,2% come previsto dal quadro programmatico, certificando la stagnazione nella quale è entrata l’economia italiana e l’inutilità delle misure inserite nel decreto Crescita, che per ammissione dello stesso Governo varranno solo lo 0,1% del Pil. Vorremmo chiedere, a tale riguardo, al presidente del Consiglio Giuseppe Conte, di scusarsi pubblicamente con gli italiani, per averli presi in giro sul famoso “anno bellissimo”, frase pronunciata a Davos a metà gennaio, quando ancora egli voleva far credere che l’Italia sarebbe cresciuta del +1,5%. Cosa dirà adesso, dopo che i dati hanno certificato la non veridicità delle sue parole?

Secondariamente, il DEF ha messo finalmente gli zeri al posto giusto anche per quanto riguarda il deficit, non più previsto al 2,04% per quest’anno ma al 2,4%, paradossalmente proprio il livello che il Governo italiano voleva mettere prima della trattativa con la Commissione di dicembre. Un deficit che rimarrà sopra la soglia del 2,0% anche l’anno prossimo, allontanando così le prospettive di un pareggio di bilancio nel medio termine al quale i Governi precedenti avevano duramente lavorato. A patto che nella prossima legge di Bilancio venga fatto scattare l’aumento dell’IVA, confermato dal DEF. In caso contrario, il deficit lieviterebbe sopra la soglia del 3,0%, obbligando la Commissione ad aprire una procedura d’infrazione per deficit eccessivo. Tutti sappiamo, però, che l’aumento dell’IVA è uno dei punti dell’accordo fatto dal Governo con la Commissione per evitare la bocciatura della prossima manovra finanziaria. Peggio ancora andrà per il debito pubblico, che salirà a quasi il 133% del Pil nel 2019, sempre che il Governo riesca davvero a introitare 18 miliardi di euro solo quest’anno dalle privatizzazioni, oltre ai 5 miliardi previsti dal DEF per i prossimi anni. Una cifra sempre messa anche dai precedenti governi Renzi e Gentiloni che però non ha mai fruttato un solo euro. A meno che l’Esecutivo non voglia decidere di vendere l’ENI, l’ENEL e qualche altra big del listino azionario in pochi mesi, l’operazione non è fattibile e quindi il debito aumenterà. Sul dove trovare i soldi per ridurre il debito l’operazione verità non è ancora stata fatta. Così come non è stata fatta la conferenza stampa dopo l’approvazione del DEF, rompendo il tradizionale cerimoniale. Sono lontani i tempi in cui Di Maio festeggiava fuori dal balcone di Palazzo Chigi l’aumento di deficit pubblico per finanziare le poi rivelatesi disastrose misure assistenzialiste di Lega e Cinque Stelle. Il DEF di ieri ha dimostrato che oggi non c’è proprio nulla da festeggiare”.