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DEBITO DI ROMA: BRUNETTA, “IMBROGLI E MOLLICHINE”

 

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“Virginia Raggi spiega a Matteo Salvini le dinamiche finanziarie del debito di Roma usando le molliche di pane, ma è un dialogo tra sordi, uniti solo dal comune interesse di raccontare fandonie ai cittadini italiani.

Matteo Salvini non dice il vero quando afferma che lo Stato non si farà carico del debito di Roma, perché il Consiglio dei Ministri di cui è Vicepremier lo ha appena deciso.

Virginia Raggi mente quando dice che allo Stato converrà, perché l’unica convenienza è per il Comune di Roma che si libera del debito di 12 miliardi e della quota di ripiano di competenza del Comune di 200 milioni.

Una operazione più onesta sarebbe stata quella di prevedere l’assunzione da parte dello Stato di una garanzia diretta sul debito di Roma, così da consentire comunque la rinegoziazione di interessi che oggi sono elevatissimi, senza però che il debito divenisse dello Stato anche nel rapporto con il Comune di Roma.

Dopodiché i risparmi avrebbero dovuto essere usati per ridurre la quota di rimborso di 300 milioni che grava ogni anno sullo Stato, non per far anzitutto sparire quella di 200 milioni a carico del Comune di Roma.

Ecco perché ha torto Salvini quando dice che il Governo non ha fatto un regalo a Roma a spese di tutti gli altri italiani e mente la Raggi quando pretende di raccontare che a guadagnarci è anche lo Stato, non solo il Comune di Roma”.