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DEF: BRUNETTA, “NE ESISTONO DUE, QUELLO RESPONSABILE DI TRIA E QUELLO DEGLI ANNUNCI DI SALVINI-DI MAIO, LE PROMESSE VUOTE DEL GOVERNO GIALLO-VERDE DIFFICILMENTE GENERERANNO LA RIPRESA ECONOMICA DEL NOSTRO PAESE”

 

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“Leggendo le notizie economiche riportate oggi dalla stampa nazionale, sembrerebbero esistere due Documenti di Economia e Finanza. Il primo è quello ufficialmente presentato dal ministro dell’Economia Giovanni Tria, che origina dall’operazione verità che lo stesso ministro ha voluto fare sullo stato dell’economia e dei conti pubblici italiani. Un DEF sintetico e trasparente, in cui si ammette il fallimento delle politiche economiche assistenzialiste di Lega e Movimento Cinque Stelle, che hanno mandato l’Italia in recessione. Un documento secondo il quale i decreti sblocca cantieri e Crescita, peraltro ancora non pervenuti, produrranno un impatto molto limitato sul Pil, pari ad un misero +0,1% quest’anno, portando il tasso di crescita al +0,2%, rispetto al +0,1% previsto nel quadro tendenziale.

Il secondo è il “contro DEF”, che Matteo Salvini e Luigi Di Maio intendono presentare alle Camere durante la discussione del testo, con l’obiettivo di smontare quello presentato dal ministro Tria. Risoluzione di maggioranza che molto probabilmente sarà di soli annunci, dalla promessa di fare la flat tax il prossimo autunno a quella di non far scattare le clausole di salvaguardia sull’IVA, non avvalorata però da un solo dato o quantificazione. Inoltre, l’intenzione, stando alle dichiarazioni di Di Maio, sarà quella di dimostrare che il Pil, quest’anno, aumenterà non del +0,2%, come previsto dal DEF ufficiale, ma del +0,4%, con i due punti percentuali in più garantiti dalle misure contenute nei due decreti in gestazione presso i ministeri ma che ancora nessuno ha visto, a partire dal Presidente della Repubblica Sergio Mattarella che, sempre stando alle notizie di stampa, si sarebbe arrabbiato non poco per l’incapacità del Governo di gestire il processo normativo. Sempre il vicepremier Di Maio ha dichiarato che è già ora di aggiornare le previsioni di crescita, dopo l’ultimo dato sulla produzione industriale italiana, cresciuta più delle attese e più di quella tedesca. Difficile spiegare a Di Maio che quel dato non è rappresentativo di una ripresa, dal momento che origina da un problema legato alla ricostituzione delle scorte aziendali, causato proprio dall’entrata in recessione dell’economia”.