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BREXIT: BRUNETTA, “L’ITALIA IMPARI DAL FALLIMENTO INGLESE E SOSTENGA I PARTITI MODERATI PRO-EUROPA”

 

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“Il primo ministro britannico Theresa May si è dimesso da leader del partito conservatore e da premier, nonostante rimarrà nel suo ruolo ancora per qualche giorno, in attesa della competizione interna al Partito Conservatore per determinare la nuova leadership, a partire dal prossimo 10 giugno. La May non è quindi riuscita a far approvare il suo accordo sulla Brexit raggiunto con la Commissione Europea lo scorso novembre, nonostante i ripetuti tentativi di metterlo ai voti in Parlamento, che lo ha sempre respinto. L’accordo è sempre stato osteggiato dalla componente più intransigente dei Tories, i cosiddetti “brexiteers”, capeggiati dall’ex ministro degli esteri Boris Johnson e dall’ex ministro per la Brexit Dominic Raab, due dei tanti ministri che hanno lasciato il Governo May. L’accordo è sempre stato visto come troppo favorevole all’Europa da parte dei falchi del partito conservatore, che hanno chiesto nelle ultime settimane alla May di lasciare, vista la non volontà del primo ministro di modificare i termini del negoziato. Da sottolineare che la May è il quarto premier conservatore nella storia britannica a cadere sulla questione europea, dopo Thatcher, Major e Cameron.

La competizione per il nuovo leader del partito conservatore, che prevederà un voto tra i circa 120mila iscritti, vede come favorito proprio Johnson, il quale, se davvero dovesse vincere, potrebbe optare subito per una modifica dell’accordo o accettare una uscita senza accordo. Sarà interessante capire se Johnson sarà in grado di convincere tutti i membri del partito a sostenere la sua posizione, anche per vedere se l’intransigenza dei brexiteers era più sui contenuti dell’accordo o sulla figura stessa della May”.

Lo scrive in una nota Renato Brunetta, deputato e responsabile economico di Forza Italia.