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UE: BRUNETTA, “IL PEGGIORAMENTO DEL QUADRO MACRO FA SCHIZZARE DEFICIT, DEBITO PUBBLICO E L’ENTITÀ DELLA MANOVRA CORRETTIVA PER EVITARE LA PROCEDURA D’INFRAZIONE”

 

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“Il peggioramento del quadro macroeconomico comporta, di riflesso, il peggioramento automatico delle variabili di finanza pubblica, deficit/Pil e debito/Pil. Probabile, quindi, che il rapporto deficit/Pil pari al 2,4% stimato dal Governo nel DEF di aprile debba essere rivisto al rialzo, come ipotizzato dall’agenzia di rating Moody’s settimana scorsa, che l’ha rivisto, infatti, in aumento al 2,6%. La tesi del ministro dell’Economia Giovanni Tria, secondo il quale il deficit scenderà a quota 2,2-2,1% quest’anno è quindi non corroborata dall’evidenza dei dati, soprattutto dopo la pubblicazione di quelli di oggi, a meno che il ministro abbia già inglobato nei sui calcoli la riduzione dello stanziamento per le due misure bandiera del Governo, ovvero il reddito di cittadinanza e la quota 100, per 3 miliardi di euro. Perché questo si trasformi in realtà, è tuttavia necessario l’emanazione di un provvedimento di assestamento del bilancio con il quale il Governo dichiari la riduzione degli stanziamenti previsti. Una opzione che sicuramente verrà rigettata dai due vicepremier. In ogni caso, anche un deficit al 2,2% del Pil è superiore di circa 3 miliardi di euro all’obiettivo del 2,0% fissato lo scorso dicembre. Il peggioramento del quadro macro comporta, inoltre, l’aumento dell’importo della manovra correttiva richiesta dalla Commissione Europea per evitare la procedura d’infrazione”.

Lo scrive in una nota Renato Brunetta, deputato e responsabile economico di Forza Italia.