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LEGGE DI BILANCIO: BRUNETTA, “SE NON AUMENTERÀ L’IVA, QUALI TAGLI ALLA SPESA? PENSIONI, SANITÀ, ISTRUZIONE O WELFARE? NON È DATO SAPERE…”

 

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“Il Governo dovrà pensare a come scrivere la prossima Legge di Bilancio monstre da 40-50 miliardi di euro. Lo dovrà fare nella certezza che l’Italia è già sotto un commissariamento de facto da parte della Commissione Europea, la quale ha un vero e proprio diritto di veto sulla politica economica italiana, come riconosciuto dal commissario agli affari finanziari Pierre Moscovici e che quindi i saldi e la composizione della manovra dovranno ricevere prima il nulla osta di Bruxelles, che attualmente stima un tasso di crescita del Pil italiano ad un misero +0,1% per il 2019, al +0,7% per il 2020 e un rapporto deficit/Pil pari al 3,5% per il prossimo anno, in assenza dell’aumento dell’Iva da 23 miliardi previsto dalle clausole di salvaguardia. La Commissione pretende l’aumento, per portare il deficit nominale al valore obiettivo. Su quest’ultimo punto, il Governo ha sempre giurato che l’aumento dell’Iva non ci sarà, perché il Tesoro sarà in grado di trovare risorse finanziare alternative. Il problema è che, al di là delle mere dichiarazioni, l’Esecutivo non è mai stato in grado di mettere per iscritto cosa, dove e quanta spesa pubblica tagliare, per raggiungere i miliardi di tagli promessi. Il ministro dell’Economia Giovanni Tria ha annunciato più volte una operazione straordinaria di spending review, ovvero di taglio alla spesa, ma senza, di nuovo, specificare quali capitoli di bilancio tagliare. Le pensioni? La sanità? L’istruzione? Il Welfare? Non è dato sapere”.

Lo scrive in una nota Renato Brunetta, deputato e responsabile economico di Forza Italia.