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GOVERNO: BRUNETTA, “MENTRE LEGA-M5S LITIGANO SULLA FLAT TAX, L’ECONOMIA ITALIANA È FERMA: NECESSARIE RIFORME ANTI-CICLICHE PER TORNARE A CRESCERE”

 

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“Mentre Lega e Movimento Cinque Stelle litigano sulla flat tax e, più in generale, sulla riforma del sistema fiscale, l’economia italiana è ferma. Non per colpa della congiuntura internazionale, come vorrebbero far credere Matteo Salvini e Luigi Di Maio, ma per gli effetti dell’errata politica economica del Governo, che ha puntato tutto su misure economiche assistenziali che hanno mandato in recessione l’economia italiana. Al di là della propaganda, ci sono dati incontrovertibili che dimostrano questo. Negli ultimi anni, infatti, gli ultimi governi non hanno mai fatto manovre finanziarie restrittive. Calcolando la cosiddetta “posizione fiscale” dell’Italia, si può facilmente notare come questa sia stata sempre espansiva e pro-ciclica. In parole povere, favorevole alla crescita. Nel 2018, in particolare, grazie alla flessibilità ottenuta nuovamente da Bruxelles, il Governo giallo-verde ha potuto realizzare un’altra manovra espansiva e anti-ciclica, ovvero ancora potenzialmente più d’aiuto alla difficile situazione economica nella quale il Paese si trovava. Gli effetti sulla crescita, tuttavia, non ci sono stati affatto, perché il Governo non ha saputo sfruttare opportunamente le risorse concesse dall’Europa, ad esempio tagliando le tasse o puntando sugli investimenti, sprecandole nell’assistenzialismo pauperista culminato con l’approvazione del reddito di cittadinanza e della quota 100.

Tutto è cambiato con la lettera di chiarimenti inviata dall’Unione Europea al Tesoro a fine maggio, seguita dal rapporto sul debito pubblico italiano nel quale Bruxelles dimostrava che l’Italia non era “compliant” con la regola del debito. Due passaggi prodromici all’apertura della procedura d’infrazione per debito eccessivo. Quei due atti formali, mai inviati in precedenza, hanno segnato lo spartiacque tra l’atteggiamento benevolente dell’Europa nei confronti del nostro Paese, fino allora mostrato, e il commissariamento de facto di Bruxelles. In altre parole, tra la faccia buona e quella cattiva dell’Europa. Un cambiamento frutto dell’atteggiamento di sfida e di non collaborazione mostrato costantemente dall’Esecutivo Conte e che ha inaugurato la fase di austerità che l’Italia dovrà ora affrontare. Il primo diktat è stato quello della manovra correttiva da 7,5 miliardi, pretesa dall’Europa e realizzata in pochi giorni dal Governo senza battere ciglio, appena in tempo per evitare l’apertura della procedura.  Il secondo arriverà con la prossima Legge di Bilancio, una manovra anch’essa restrittiva, che prevede già l’aumento dell’Iva per 23 miliardi di euro, il taglio delle tax expenditures e una vera spending review”.

Lo scrive in una nota Renato Brunetta, deputato e responsabile economico di Forza Italia.