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SALARIO MINIMO: BRUNETTA, “CARICO DI DEMAGOGIA, CHE ARRECA DANNO ALL’INTERO SISTEMA PRODUTTIVO ITALIANO, LA LEGA COSTRUISCA CON NOI UN PROVVEDIMENTO ALTERNATIVO SUL MODELLO BIAGI”

 

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“Salvini intende ripetere gli stessi errori del decreto dignità e del reddito di cittadinanza? Salvini, che ora pone al centro della politica economica lavoro e sviluppo, si rende conto che con il salario minimo si mette ancora una volta in crisi il sistema produttivo e si rischia di far aumentare la disoccupazione e frenare i salari? Il salario minimo è un provvedimento carico di demagogia e di cialtronaggine tecnica, capace di arrecare danno a tutto il sistema produttivo italiano, ma soprattutto alle piccole e medie imprese, agli artigiani, ai commercianti, alle imprese agricole.

Una misura di assoluta inutilità, una tassa per le imprese, questa è la realtà, che non costa nulla allo Stato, ma che rischia di mettere fuori mercato gran parte delle nostre aziende. Stabilire per legge un livello minimo di salario significa fissare un livello che non tiene conto di nessun saldo parametro economico e significa mettere la prima pietra tombale sul sistema di contrattazione nazionale italiano. Possiamo comprendere che questo sia lo spirito dirigista e statalista del Movimento 5 Stelle, che riprende purtroppo i vizi della peggiore sinistra italiana, ma come può essere questo un obiettivo della Lega?

Esortiamo Salvini, quindi, a ravvedersi e lo invitiamo con noi a costruire un provvedimento alternativo fondato su meno pressione fiscale sul lavoro e sulle imprese, detassazione più forte del salario aziendale, riconoscimento della rappresentanza, lotta al dumping contrattuale e ai contratti pirata, allargamento delle tutele fondamentali, così come aveva immaginato Marco Biagi con il suo Statuto dei Lavoratori. Invitiamo il sistema delle parti sociali ad aprire un dialogo serrato con Forza Italia e a costruire con noi una misura che sia rispettosa del loro ruolo e del loro sistema di negoziazione collettiva e che finalmente sblocchi la dinamica salariale; li invitiamo a scegliere con attenzione i loro partner istituzionali, slegandosi dalle convenienze immediate per un progetto di medio periodo sulla crescita del Paese. E ribadiamo alla Lega che non si può essere il partito delle imprese, dei lavoratori e dello sviluppo e poi fare un patto diabolico con gli eredi della peggiore tradizione lavoristica del Paese, i cantori della decrescita infelice, i sostenitori dell’assistenzialismo di Stato.  È negare il mandato elettorale ricevuto e continuare nell’imbroglio di un Governo che ci sta mandando sull’orlo degli inferi”.

Lo scrive in una nota Renato Brunetta, deputato e responsabile economico di Forza Italia.