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GOVERNO: BRUNETTA, “PER LA STAMPA INTERNAZIONALE QUALSIASI GOVERNO SARÀ MIGLIORE DI QUELLO APPENA CADUTO”

 

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“Cosa ci sta insegnando l’attuale crisi politica italiana? E’ questa la domanda che circola tra le cancellerie estere, gli investitori e la stampa internazionale, che in questi giorni sta scrivendo molti articoli sul tema. Innanzitutto, agli osservatori più attenti non è sfuggita una cosa molto importante: i mercati finanziari non hanno reagito con apprensione alla crisi, conclusasi con le dimissioni del presidente del consiglio Giuseppe Conte. Almeno non ancora, come scrive il New York Times, in un articolo a firma di Jack Ewing e Amie Tsang, cercando di spiegare come mai un paese estremamente indebitato come l’Italia che cade in una pesante crisi politica non produca effetto negativo alcuno sui mercati. La diminuzione dei rendimenti sovrani registrati la scorsa settimana è un segnale che, anzi, gli investitori sono più propensi a investire denaro nel nostro paese.

 

La risposta che si dà il New York Times, interpellati economisti italiani conosciuti all’estero come Lorenzo Codogno e Lucrezia Reichlin, è molto semplice. “Gli investitori sembrano credere che qualsiasi governo sarà migliore di quello appena caduto questa settimana”. L’autorevole quotidiano americano elenca quindi i motivi del fallimento del governo Conte: atteggiamento minaccioso continuamente mantenuto nei confronti dell’Unione Europea e delle sue regole fiscali, eccessiva vicinanza a Vladimir Putin e incapacità di portare la crescita italiana oltre lo zero percento.

 

Alla stessa conclusione arriva anche Bloomberg, che più volte nella scorsa settimana ha scritto articoli sul disinteresse dei mercati alla crisi italiana, come se ci fosse entusiasmo tra gli investitori per la fine di quelli che sono reputati i veri nemici della finanza internazionale: il sovranismo, il populismo, l’anti europeismo”.

 

Lo scrive in una nota Renato Brunetta, deputato e responsabile economico di Forza Italia.