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INDUSTRIA: BRUNETTA, “CALO DEGLI ORDINATIVI INDUSTRIALI E DELLE ESPORTAZIONI ITALIANE, RIFLESSO DELLA CRISI TEDESCA E DELLA GUERRA DEI DAZI USA-CINA”

 

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“Anche il terzo trimestre del 2019 è iniziato con altri dati macroeconomici negativi, dopo quelli del secondo trimestre. L’ISTAT, infatti, ha pubblicato le rilevazioni mensili del fatturato e degli ordinativi industriali relativi al mese di luglio. “A luglio si stima che il fatturato dell’industria diminuisca in termini congiunturali del -0,5%. Su base trimestrale mobile l’indice complessivo mostra una contenuta crescita (+0,3%) rispetto alla media dei tre mesi precedenti”, ha scritto l’istituto di statistica, aggiungendo che “anche gli ordinativi registrano a luglio un calo congiunturale (-2,9%), mentre nella media degli ultimi tre mesi si rileva un modesto aumento congiunturale (+0,1%)”. Nessuna ripresa sul fronte industriale, quindi, poiché la dinamica congiunturale negativa del fatturato ha riflesso cali mensili sia sul mercato interno (-0,6%) che esterno (-0,4%). Per gli ordinativi la diminuzione congiunturale è derivata, precisa l’ISTAT, da una marcata contrazione delle commesse provenienti dal mercato interno (-4,2%) e da una più modesta di quelle provenienti dall’estero (-0,8%).

I dati dell’industria si sono riflessi anche sulle esportazioni. A luglio 2019, rileva sempre l’ISTAT, entrambi i flussi commerciali con l’estero hanno registrato una flessione congiunturale, più intensa per le esportazioni (-2,3%) che per le importazioni (-0,5%). La diminuzione congiunturale dell’export è da ascrivere al calo delle vendite sia verso i mercati extra Ue (-3,9%) sia verso i paesi Ue (-1,1%). La crisi dell’eurozona, in particolare della Germania, unita alla guerra dei dazi tra Stati Uniti e Cina, sta quindi facendosi sentire sull’economia del nostro Paese. Con questi dati alla mano, è possibile, di conseguenza, che il Pil del terzo trimestre non cresca affatto o addirittura scenda del -0,1% su base trimestrale. Con queste cifre la crescita a zero per l’intero 2019 può essere ormai data per scontata”.

Lo scrive in una nota Renato Brunetta, deputato e responsabile economico di Forza Italia.