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GOVERNO: BRUNETTA, “NESSUNA SPENDING REVIEW IN ATTO: O IL GOVERNO FARÀ SCATTARE LE CLAUSOLE DI SALVAGUARDIA SULL’IVA, OPPURE DOVRÀ APRIRE UN DURO SCONTRO CON COMMISSIONE UE E MERCATI”

 

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“Formalmente, la scorsa primavera l’Italia si è impegnata con la Commissione ad abbassare il deficit attraverso la spending review e il taglio delle famose tax expenditures. Un impegno firmato in prima persona dal Presidente del consiglio Giuseppe Conte. Solo grazie a quell’impegno è stata evitata la procedura d’infrazione per debito eccessivo. Ma, relativamente alla prima, il ministro dell’Economia Gualtieri ha già dichiarato che questa non riguarderà capitoli come sanità, istruzione ed enti pubblici, ovvero il 68,0% della spesa pubblica complessiva. Considerando che ha anche dichiarato che quota 100 e reddito di cittadinanza non saranno toccati e che vuole aumentare gli stipendi pubblici (operazione dal costo di 5 miliardi), non si capisce davvero quali capitoli potranno essere tagliati. Relativamente alle seconde, un tentativo di taglio c’è stato con il decreto ambiente, con il quale l’Esecutivo intendeva tagliare il 10% delle agevolazioni fiscali ritenute dannose per l’ambiente, come i contributi per l’autotrasporto, per il carburante agricolo e per il diesel, che nell’insieme ammontano a oltre 19 miliardi. Se il taglio fosse stato fatto davvero, il Governo avrebbe recuperato quasi 2 miliardi. Ma il decreto non è passato, per via del pressing delle lobby dei petrolieri. Il risultato è che il provvedimento è stato rinviato e i tagli sono saltati.

Immaginiamoci, quindi, come si possa pensare di tagliare detrazioni come quelle per i lavoratori, i famigliari a carico, le ristrutturazioni edilizie e gli interessi sul mutuo, altamente “popolari” quando non si è riusciti a tagliare quelle più elettoralmente spendibili come quelle conto l’ambiente. Il Governo rischia così di non mantenere gli impegni presi con Bruxelles. In questo caso, delle due l’una. O il Governo farà scattare le clausole di salvaguardia sull’IVA, venendo meno alla promessa fatta con gli elettori, oppure dovrà aprire un duro scontro con la Commissione e i mercati, come fatto l’anno scorso dal precedente Governo giallo-verde”.

Lo scrive in una nota Renato Brunetta, deputato e responsabile economico di Forza Italia.