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MANOVRA: BRUNETTA, “MOLTE OMBRE E POCHISSIME LUCI, TRA POCHE ORE IL GOVERNO INVIERÀ IN EUROPA LA TABELLA CON I SALDI DI BILANCIO”

 

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“Tra poche ore il Governo invierà il Draft Budgetary Plan, ovvero la tabella contenente i saldi della Legge di Bilancio, alla Commissione Europea. Sapremo così finalmente che forma avrà la nuova manovra finanziaria per il prossimo triennio. Una manovra che si presenta già con pochissime luci e moltissime ombre.

Tra le pochissime luci ci saranno i risparmi sugli interessi sul debito pubblico, dovuti alla forte riduzione dei rendimenti sui nostri titoli di Stato verificatisi dall’avvento del Governo Conte bis. Risparmi che solo in parte sono dovuti allo “scampato pericolo sovranista” che gli investitori tanto temevano. In realtà, la riduzione dei rendimenti è dovuta per la maggior parte all’annuncio del nuovo programma di acquisti dei titoli di Stato della Banca Centrale Europea che riprenderà a breve.

Le ombre, invece, sono legate soprattutto alla composizione della manovra e alla mancanza di coperture. Il Governo ha dichiarato di voler smantellare completamente le clausole di salvaguardia dell’Iva per quest’anno, pari a 23,1 miliardi di euro, effettuare un taglio del cuneo fiscale per almeno 3 miliardi nel 2020 e coprire le spese indifferibili per altri 3,2 miliardi. Il totale delle spese ammonta quindi a circa 30 miliardi. Per le coperture, l’Esecutivo ha indicato maggior deficit per 14,4 miliardi, che deve ottenere però prima l’approvazione della Commissione Europea; 7,2 miliardi di proventi derivanti da una non meglio specificata, quanto improbabile, lotta all’evasione fiscale; 1,8 miliardi da una spending review, anche in questo caso, non meglio specificata; 1,8 miliardi dal taglio delle spese fiscali e dannose per l’ambiente, che però, anche in questo caso, non sono state definitive; altri 2 miliardi da coperture ancora da individuare. Come si vede, quindi, non esistono delle vere e proprie coperture certe, ma soltanto presunte, peraltro vietate dalle regole comunitarie, con il rischio che il rapporto deficit/Pil per il prossimo anno non sia quello del 2,2% indicato nella Nota di Aggiornamento al DEF ma quasi del 3,0%. Un livello ovviamente non accettabile da Bruxelles, a meno che non venga messa una clausola di salvaguardia sul deficit. Una clausola sulla clausola, in pratica. Va inoltre considerato che le clausole di salvaguardia sull’Iva rimangono invariate per gli anni successivi e, quindi, il Governo dovrà l’anno prossimo tornare sul tema”.

Lo scrive in una nota Renato Brunetta, deputato e responsabile economico di Forza Italia.