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BCE: BRUNETTA, “SENZA QE I RENDIMENTI DEI NOSTRI TITOLI DI STATO POTREBBERO PRESTO RISALIRE”

 

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“Le aspettative sul ciclo economico globale stanno leggermente migliorando, o sono meno pessimistiche rispetto a qualche settimana fa. I mercati iniziano a scontare, di conseguenza, una minor durata del Quantitative Easing della BCE rispetto a quanto atteso nei giorni precedenti. Il grosso della riduzione dei rendimenti degli ultimi mesi si fondava proprio sugli acquisti di titoli da parte della Banca Centrale e sulle aspettative di un Governo più rigorista. Quest’ultima ipotesi si è fortemente ridimensionata, se non addirittura annullata, con la manovra.

Quinto, il Direttorio della Bce, quello che decide sul Qe e sui tassi d’interesse, è diviso: da un lato ci sono i “falchi” (Germania, Francia, Olanda, Estonia, Austria e Finlandia) che spingono per un’uscita dal programma di acquisti e per un ritorno a una normalizzazione dei tassi di interesse; dall’altra ci sono le “colombe”, tra i quali Italia, Spagna e Portogallo. La nuova presidente della Banca Centrale Europea, Christine Lagarde, vuoi anche per l’effetto esordio nel suo incarico e per il suo essere espressione dell’asse franco-tedesco, potrebbe non avere la stessa forza (o volontà) di Mario Draghi nel contenere le spinte dei “falchi”. Il mercato, quindi, potrebbe scontare maggiori rendimenti proprio sui titoli di Stato italiani, che sono quelli che hanno maggiormente beneficiato finora delle politiche espansive”.

Lo scrive in una nota Renato Brunetta, deputato e responsabile economico di Forza Italia.