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POPOLARE BARI: BRUNETTA, “IL GOVERNO RISCHIA UN BOOMERANG DI CONSENSO: COME GIUSTIFICARE LA PRIORITÀ DEL SALVATAGGIO ANZICHÉ LA DIMINUZIONE DELLE TASSE?”

 

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“Per salvare la Banca Popolare di Bari sarebbe necessario riprendere il modello utilizzato da Carige. Il problema è che le risorse per ricapitalizzare l’istituto ammontano a circa 1 miliardo di euro. Chi ci mette tutti questi soldi? Stando alle notizie, 250 milioni arriverebbero dal Tesoro, attraverso la ricapitalizzazione del Medio Credito, che poi interverrebbe nella popolare, mentre gli altri 750 milioni verrebbero garantiti dal Fondo Interbancario per la Tutela dei Depositi, ovvero dal sistema bancario, che però deve pensare anche a tante altre situazioni di crisi. Peccato che, per il Governo, trovare 250 milioni di euro in questo momento sia impresa difficile, dal momento che dovrebbe giustificare ai contribuenti come mai riesca a trovare tutti questi soldi per l’ennesimo salvataggio di una banca e non riesca a trovare qualche decina di milioni per abolire le nuove tasse messe nella Legge di Bilancio. Il salvataggio diventerebbe quindi un boomerang a livello di consenso, a poche settimane dal voto in Emilia Romagna. Anche per le banche, poi, si tratterebbe dell’ennesimo esborso da sostenere, in un sistema che ormai fa acqua da tutte le parti e il cui sostegno sta costando agli istituti miliardi di euro a fondo perduto.

Per questo motivo, ritorna di stretta attualità l’idea della Banca del Mezzogiorno proposta dall’ex ministro dell’economia Giulio Tremonti nell’ultimo governo Berlusconi. Una nuova banca che nasce per finanziare le piccole e medie imprese del Sud, un modello disegnato dallo Stato ma realizzato dai privati, dove lo Stato ha soltanto il ruolo del socio promotore che sottoscrive una quota simbolica di minoranza, con il pieno assenso dell’Europa”.

Lo scrive in una nota Renato Brunetta, deputato e responsabile economico di Forza Italia.