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POPOLARE BARI: BRUNETTA, “IL SALVATAGGIO PONE DUE TEGOLE IN TESTA AL GOVERNO: UNA SUL CONSENSO ELETTORALE INTERNO, L’ALTRA RISPETTO AI RAPPORTI CON L’UE NELLE TRATTATIVE SULLE RIFORME”

 

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“Il decreto legge approvato ieri in tarda serata dal Consiglio dei Ministri di salvataggio della Banca Popolare di Bari può rappresentare certamente una soluzione momentanea per la soluzione della situazione dell’istituto barese. Soprattutto se accompagnata dalla creazione della Banca del Mezzogiorno, una idea presentata da Forza Italia già anni fa.

Resta il fatto che il Governo è intervenuto tardivamente, quando ormai i buoi erano scappati. L’ammontare delle risorse stanziate, circa 900 milioni, inoltre, è significativo per il bilancio dello Stato, soprattutto in un momento in cui l’Esecutivo giallorosso fatica a trovare risorse per la Legge di Bilancio in discussione. Infine, il caso della Popolare di Bari riduce il potere contrattuale italiano al tavolo negoziale sul delicato tema dell’Unione bancaria europea, nel momento esatto in cui ci sarebbe bisogno di coesione e unità.

P.s.: In Veneto, ma non solo, sono tutti super arrabbiati per i due pesi e due misure adottati dal Governo. Per la Banca Popolare di Bari i debiti vengono pagati in un giorno, per le banche Venete i debiti vengono pagati dai correntisti. Qualcosa non funziona”.

Lo scrive in una nota Renato Brunetta, deputato e responsabile economico di Forza Italia.