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USA. A sole 2 ore dal default tecnico, democratici e repubblicani trovano l’accordo

 

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In data 16 ottobre il presidente degli Stati Uniti Barack Obama ha firmato il provvedimento che consente l’innalzamento del tetto sul debito pubblico americano, scongiurando di fatto il default tecnico del paese.

 

La firma ha suggellato l’accordo raggiunto tra democratici e repubblicani e sancito con il voto positivo del Senato e della Camera nella notte del 16 ottobre, a sole 2 ore dalla scadenza prevista per il default tecnico. L’intesa è stata approvata con una maggioranza composta da entrambi gli schieramenti, con 285 voti favorevoli e 144 contrari. Il partito repubblicano, che alla Camera detiene la maggioranza con 87 voti favorevoli e 144 contrari, si è spaccato in due. Al Senato il pronunciamento è stato invece scontato, con 81 voti favorevoli e 18 contrari.

 

L’accordo raggiunto autorizza il governo a sforare fino al 7 febbraio 2014 il tetto del debito statunitense di 16,7 trilioni di dollari, che sarebbe stato raggiunto giovedì a mezzanotte e a porre fine alla chiusura dello Stato federale (il cosiddetto shutdown) grazie al prolungamento del bilancio federale, scaduto il 30 settembre scorso, fino al 15 gennaio 2014. L’accordo non è esente da oneri per la componente democratica, in quanto prevede alcune modifiche fiscali marginali alla Obamacare, la costosa riforma sanitaria fortemente voluta dal presidente Barack Obama e approvata nel 2010 con lo scopo di estendere ad una ampia platea di beneficiari l’assicurazione medica.

 

 

Proprio l’abolizione della Obamacare era stata il motivo scatenante la battaglia combattuta tra democratici e repubblicani, con questi ultimi intenzionati a smantellare l’intero tessuto della riforma, anche grazie al pressing effettuato dal Tea Party, il potentissimo movimento repubblicano di ispirazione liberale/conservatrice che mira alla ridurre drasticamente le tasse e, parallelamente, la spesa pubblica. Il presidente Barack Obama si è dichiarato molto soddisfatto dell’accordo, mentre i repubblicani sono usciti politicamente sconfitti dallo scontro. Lo speaker della Camera, John Boehner, ha infatti dichiarato: “Abbiamo combattuto una buona battaglia, ma non abbiamo vinto”, sottolineando però come la lotta per abolire l’Obamacare continuerà già a partire dai prossimi giorni.

 

 

Dopo aver saputo del raggiunto accordo al Senato, la borsa di Wall Street ha chiuso in forte rialzo. Il Dow Jones ha guadagnato l’1,35%, il Nasdaq è salito dell’1,20% mentre lo S&P 500 ha registrato un +1,38%. L’euforia proveniente dagli Stati Uniti ha contagiato anche l’Europa, dove lo spread tra BTP e Bund è sceso immediatamente a 229 punti base, portandosi sui minimi dal luglio 2011. Sulla recente diminuzione del gap tra i titoli di Stato italiani e tedeschi pesa però l’aumento dei rendimenti dei titoli decennali di Berlino, ai massimi dall’aprile 2012 (1,87%).

 

 

Un aumento che sta interessando anche il rendimento dei titoli decennali italiani, cresciuto dal 3,79% del 2 maggio all’attuale 4,29%. Sicuramente non una buona notizia per i conti pubblici italiani.

 

PER APPROFONDIMENTI, CONSULTA “IL MATTINALE – 17 ottobre 2013″