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INDUSTRIA: BRUNETTA, “IL PROBLEMA PIÙ URGENTE DA RISOLVERE È QUELLO DELLA CRISI DELLE IMPRESE, IL GOVERNO RIMANE INERME”

 

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“Il nostro tessuto manifatturiero è in ginocchio, ormai da diversi mesi, per via della congiuntura internazionale negativa, la guerra dei dazi e la crisi della domanda interna.

Interi distretti dei settori della meccanica e dell’elettronica di numerose province del Nord Italia, spesso fornitori delle imprese tedesche in crisi, stanno chiudendo e gli ultimi dati sulla cassa integrazione certificano un forte calo degli ordini. Nel Centro-Sud la situazione è anche peggiore. Soprattutto nelle regioni dove si voterà il prossimo maggio, la crisi economica e la mala gestione amministrativa della sinistra ha devastato interi comparti produttivi, producendo effetti avversi anche sul tessuto sociale. L’aumento della povertà e dell’emigrazione vanno di pari passo con la perdita di intere filiere produttive.

Le crisi aziendali del gruppo Merloni e degli artigiani marchigiani, la crisi dimenticata della Whirpool di Napoli, unita al rischio di chiusura degli stabilimenti FCA in Italia, dopo la fusione col gruppo PSA, il disastro dell’Ilva e della Banca Popolare di Bari in Puglia, che hanno provocato danni enormi all’economia di quello che era considerato il Nord-Est del Mezzogiorno, sono tutte situazioni che il Governo non ha saputo affrontare, trattando gli imprenditori come mucche da mungere, spesso come delinquenti ed evasori fiscali”.

Lo scrive in una nota Renato Brunetta, deputato e responsabile economico di Forza Italia.