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R.BRUNETTA (Intervista al ‘Corriere del Veneto’): “Brugnaro rifarà il sindaco, uno così servirebbe all’Italia. Forza Italia suo braccio destro”

 

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«Stravincerà Luigi Brugnaro ma Pier Paolo Baretta non perderà». Quello di Renato Brunetta, uno dei padri nobili del centrodestra in città e uno dei primi a credere nella candidatura dell’imprenditore mestrino cinque anni fa, sembra un gioco di parole. «Nessun calembour, è semplicemente così: la settimana prossima Brugnaro continuerà a fare ottimamente il sindaco e Baretta proseguirà a fare bene il suo lavoro all’interno di un governo di scalcagnati».

 

Un po’ come il fair play del confronto tra i due in tivù. L’ha visto?

«Sì, in diretta. E l’impressione è stata quella di un confronto civile tra un ottimo primo cittadino e un bravo sottosegretario. Al di là della campagna elettorale, non li vedo in conflitto o in contrasto tra loro. Vedrà, collaboreranno insieme per il bene della città».

 

Perché un veneziano dovrebbe dare il voto a Brugnaro?

«Io ho contribuito alla sua ascesa, cinque anni fa. Sono stato tra i primi a crederci e non mi sono affatto sbagliato. Ha confermato di essere una personalità di rottura rispetto agli amministratori precedenti e con una spiccata capacità di semplificazione è riuscito a far funzionare una macchina comunale in crisi. Eppoi mi ha colpito nella gestione delle emergenze. In questo è molto simile al governatore del Veneto Luca Zaia: pragmatico, concreto, presente e ruvido quando serve. Non solo a Venezia, servirebbe anche all’Italia uno come Brugnaro».

 

In che ruolo?

«Uno come lui potrebbe fare tutto. Ma proprio per via delle sue caratteristiche di governo. Se ci pensa sono le stesse che accomunano, ognuno con le proprie declinazioni, tutti i politici in auge in questo momento: Zaia, Bonaccini, Toti, Brugnaro e De Luca. Capisce che a Venezia non c’è proprio partita».

 

Baretta davvero di un altro livello?

«Con Pier Paolo ci conosciamo da più di 5o anni, facevamo entrambi il liceo Foscarini, poi siamo cresciuti, io facevo l’economista del lavoro e tenevo lezioni ai sindacalisti, lui faceva bene il sindacalista».

 

Non si arriva a fare il sottosegretario se non si hanno le capacità.

«Ma infatti lui è bravo, e continuerà a svolgere il suo ruolo».

 

Ritiene che il centrosinistra abbia sbagliato nome, quindi?

«No, no, il Pd ha fatto benissimo a candidarlo. Non aveva gente migliore. Lui e Martella erano le alternative».

 

E la sua Forza Italia? Tra Lista Fucsia, FdI in grande ascesa e Lega primo partito in Italia questa volta la strada è più in salita.

«Non direi proprio. I voti si contano ma anche si pesano. FI è stato determinante nella gestione di questi 5 anni, Michele Zuin è stato il braccio destro e anche sinistro del sindaco nel risanamento del bilancio. Ma bene hanno lavorato anche Centenaro, Lavini e Onisto. Tutti di spessore».

 

Tre priorità per il futuro della città?

«Quattro: Porto Marghera, sicurezza, salvaguardia (leggi Mose) e turismo».

 

Tornelli sì o tornelli no?

«Assolutamente sì, e anche una notte al fresco per i piccoli reati. Chi sbaglia paga. In tutta Europa è così».