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ECONOMIA. Legge di Stabilità: se il buon giorno si vede dal mattino…

 

Letta, Italia umiliata dal Pdl

Che previsioni fare sullo sviluppo dei lavori parlamentari a proposito della “Legge di stabilità”?

 

 

Difficile rispondere. Il Presidente Letta, nella sua conferenza stampa, ha più volte auspicato una forte collaborazione. Ha parlato, addirittura, di due tempi: quella della proposta governativa cui far seguito il necessario intervento migliorativo (?) da parte delle assemblee di Montecitorio e Palazzo Madama. Nulla a che vedere con quanto accade nei principali Paesi occidentali che, di solito, blindano l’intervento e lasciano al legislativo – come avviene in Francia o in Inghilterra – soltanto la facoltà del prendere o lasciare.

 

Maggior senso delle istituzioni si potrebbe dire. Oppure una semplice presa d’atto di quanto accade realmente nelle aule parlamentari italiane. Non si dimentichi che l’ultima “legge di stabilità” del Governo Monti è stata completamente riscritta in Parlamento. Si partiva, allora, da una piccola riduzione dell’IRPEF, che avrebbe prodotto effetti più o meno analoghi alla ventilata tosatura del cuneo fiscale, oggi proposta. Quelle risorse furono invece utilizzate per incrementare i fondi per le produttività e la riduzione del carico fiscale che grava sulle imprese.

Quel precedente, indubbiamente, peserà anche sul prossimo dibattito in Senato. Come del resto già suggerito dal Presidente della Commissione lavoro: il senatore Maurizio Sacconi. Bene quindi. Ma a questo dato positivo si aggiunge, purtroppo, il rischio che il resto venga inevitabilmente peggiorato. Troppo debole e poco coerente è la proposta iniziale. Al tempo stesso le fratture profonde che dividono il PD – si veda il caso dell’amnistia e dell’indulto – nell’imminenza del suo congresso, rischiano di determinare maggioranze variabili destinate a strattonare quel lenzuolo fin troppo stretto.

 

Vedremo, quindi, come andrà a finire. Ma se dovessimo scommettere punteremmo sul nero

 

PER APPROFONDIMENTI, CONSULTA “IL MATTINALE – 17 ottobre 2013″