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DPB: BRUNETTA, “NESSUN RIFERIMENTO AD UNA RIFORMA FISCALE STRUTTURALE, SOLO ANNUNCI DI PROPAGANDA POLITICA”

 

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“Va evidenziato che, con una inversione di rotta a 180 gradi, rispetto a quanto sino ad oggi consentito dalla Ragioneria generale dello Stato a tutti i Governi che si sono succeduti, vengono valorizzati, a fini di copertura di bilancio, gli “effetti di retroazione fiscale delle misure”, ossia le stime di maggiore gettito che dovrebbe essere indirettamente generato dalle misure che saranno varate con la manovra. Questi “effetti di retroazione fiscale delle misure” vengono valorizzati addirittura per 12,9 miliardi di euro nel 2022 e per 7,1 miliardi nel 2023. Un esordio dunque “con il botto” per una prassi contabile che fino ad oggi la Ragioneria generale dello Stato aveva sino ad oggi negato, si pensava per ragioni tecniche, a tutti i Governi che avevano provato ad avvalersene”.

Così in una nota Renato Brunetta, deputato e responsabile economico di Forza Italia.

“Nella sostanza, rispetto agli annunci, le “carte”, tra le altre cose, ci dicono che i grandi successi del Governo in sede europea sul Recovery Fund sono assimilabili a quelli sbandierati dal Governo su altri fronti, tipo Autostrade (dove si danno per fatte, secondo la volontà imposta dal Governo, cose che sono ancora da definire e decidere). Inoltre, non c’è alle viste, né ora né il prossimo anno, alcuna riforma fiscale strutturale (se non nella parte di norme peggiorative per i contribuenti) e questa lacuna non potrà essere colmata neppure con il Recovery Fund, posto che questo strumento potrà consentire di prorogare incentivi fiscali transitori che per ora, nonostante gli annunci, non vengono prorogati (il superbonus al 110%), ma certamente non di finanziare riforme fiscali strutturali che riducano in modo permanente il prelievo sui contribuenti”.