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RIFORMA MES: BRUNETTA A GUALTIERI: “FORZA ITALIA VUOLE CONOSCERE LE CARTE PRIMA DI POTERSI ESPRIMERE, SIAMO DA UNA PARTE SOLA: DALLA PARTE DELL’ITALIA E DEI NOSTRI RISPARMIATORI”

 

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“Lei, signor ministro, ci ha ricordato che il processo di riforma del MES si è avviato nel dicembre 2017 e continua tutt’oggi. Tre ministri dell’Economia hanno lavorato a questa riforma: il ministro Padoan, il ministro Tria e Lei. Due legislature, il finale della precedente e questa sono state dedicate ad essa, e tre maggioranze si sono succedute: una di sinistra; una Lega-M5s; e l’attuale Pd-M5s-Leu-Italia Viva. In tutto questo processo, il mio partito è sempre stato all’opposizione, attento, ovviamente, a quanto avveniva in Parlamento e a quanto stava facendo il Governo. Ma è sempre stato all’opposizione, ed è con questo spirito che Le parlo, perché noi stiamo dalla parte del Paese, dalla parte degli interessi dei nostri risparmiatori, delle nostre imprese e delle nostre banche. Qualsiasi completamento della governance europea su questi temi ci vede interessati, partecipi e, soprattutto, responsabili”.

Così Renato Brunetta, deputato e responsabile economico di Forza Italia, intervenendo in Commissione riunite Camera e Senato, durante l’audizione del ministro dell’Economia e delle Finanze Roberto Gualtieri sull’Eurogruppo e sulla riforma del Trattato MES.

“Abbiamo seguito tutte le tecnicalità della riforma MES nella sua ‘prima fase’, così come tutte quelle della ‘seconda fase’, ovvero della parte aggiuntiva rispetto alla riforma precedente, che di fatto si è conclusa un anno fa, prima della pandemia. In relazione a questa, siamo molto interessati a due novità: quella della Early Introduction Common Backstop (inversione della sequenzialità) e l’altra, parallela, del Risk Assessment (valutazione del rischio). Crediamo, infatti, che queste due novità possano aumentare la credibilità e sostenibilità, in generale, del sistema bancario europeo nella difficile fase post-Covid che dovranno attraversare i nostri istituti di credito.

Però vede, signor Ministro, einaudianamente parlando, noi abbiamo bisogno di ‘conoscere per deliberare’. E io osservo la mancanza di informazione, non tanto sulla riforma MES ‘prima fase’, quanto sulle nuove implementazioni che rappresenterebbero, se attuate, un passo in avanti rispetto al passato, e anche rispetto alla risoluzione che Lei ha citato, quella del ‘package approach’, dell’unione bancaria e del fondo di risoluzione. Su questo vorremmo vedere i documenti, gli atti e i materiali, che attualmente non sono ancora a disposizione del Parlamento. Non tanto in vista della riunione di oggi dell’Eurogruppo, quanto per la ben più importante riunione del prossimo 10-11 dicembre del Consiglio Europeo, sede nella quale il testo della riforma dovrà essere sottoposto a una prima formalizzazione, in vista della firma. Prima di dire sì o no, è bene conoscere le carte. Ovviamente, sempre e solo da una parte: dalla parte degli interessi degli italiani, fuori da qualsiasi pregiudizio ideologico e da qualsiasi interesse di parte”.