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R.BRUNETTA (Intervista ad ‘Avvenire’): “Forza Italia marchi la differenza”

 

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Brunetta: serve un’agenda dei 100 giorni per vaccini di massa e riforme

 

«Serve un esecutivo per fare le cose più necessarie. Salvini abbia la stessa generosità di Silvio quando diede l’ok ai giallo-verdi Al Colle ci sarei andato per conto nostro»

 

Una «agenda di 100 giorni perla salvezza dell’Italia». È la ricetta di Renato Brunetta, perché «la situazione in cui siamo è anche peggio di una guerra». La proposta, l’ex ministro azzurro, la rivolge a tutti i partiti, ma naturalmente per primi agli alleati del centrodestra: «Siamo un’alleanza plurale, e a Salvini, se non la condividesse, chiedo la stessa generosità che ebbe Berlusconi nel dare il via libera alla sciagurata alleanza giallo-verde, accordata per dare un governo al Paese».

 

Ma il centrodestra al Quirinale ha affermato che «con questo Parlamento non si può lavorare».

 

Con il Parlamento si deve sempre lavorare, specie in una democrazia parlamentare come la nostra. Anche per questo al Quirinale ci sarei andato con la sola delegazione di Forza Italia. Noi siamo diversi e ci poniamo in modo diverso in questa crisi.

 

Che cosa propone?

 

Torniamo un attimo indietro. Le elezioni del 2018 le vinse il centrodestra riportando il 37% dei voti. Ma Salvini si oppose ad “andar per funghi” cercando in Parlamento i 20-25 voti mancanti al Senato e i 50-60 alla Camera. Poi ci fu il colpo di scena del governo giallo-verde, la cui storia non è stata particolarmente esaltante, conclusasi con un autogol dello stesso Salvini. Ne è nato un governo ancor più anomalo, perché in quello precedente c’era almeno un partito dell’alleanza vincente, mentre quello giallorosso è solo una alleanza dei perdenti. Lo stesso giorno il Pd ha subito una scissione da Matteo Renzi. L’ordinaria follia di una legislatura non si può concludere ora con la riedizione di questa rabberciata maggioranza. Non sarebbe nemmeno un Conte ter, ma un Conte II-bis.

 

Come se ne esce, allora?

 

Se ne esce invertendo il gioco, non partendo da nomi, sigle, alleanze. Ma da un piano vaccinale e di riforme necessarie, da realizzare in tre mesi. Non possiamo vivere in una bolla mediatica, dimenticando quel che sta accadendo: la più grande crisi sanitaria, economica e sociale che si ricordi. Una crisi al buio in questa situazione appare incomprensibile, non fa altro che allargare lo iato fra le istituzioni e cittadini con esiti che possono diventare pericolosi per la nostra democrazia.

 

Tre mesi per fare cosa?

 

Per prendere le decisioni da cui dipende il futuro del nostro Paese. Un piano di vaccini sul modello israeliano, innanzitutto, di cui ha parlato già Berlusconi, che ci porti entro aprile all’immunità di gregge, coinvolgendo “h24″ tutte le risorse del nostro sistema sanitario e del Terzo settore. Vaccinazioni nelle scuole, nei posti di lavoro, nelle farmacie, per tirarci fuori da questo cromatismo angoscioso e riconvertire il piano ristori da 32 miliardi che abbiamo votato anche noi per riaprire, non per tenere ancora chiuso. Nel frattempo si dovrebbero portare in Parlamento e approvare le 3-4 riforme che l’Europa ci chiede per poter accedere ai miliardi del Recovery.

 

Riforme sotto dettatura, si dirà.

 

Non è così. Una riforma della pubblica amministrazione che porti alla sburocratizzazione è nell’interesse dei cittadini e delle imprese. Così una riforma della giustizia civile, e un ammodernamento dei tribunali, sarebbero in grado di dare efficienza e sentenze in tempi giusti. E poi una seria riforma fiscale, che riduca le aliquote a due, abbatta il sommerso e contrasti l’evasione. Infine una riforma dell’istruzione, asili per tutti, occupazione femminile, università e ricerca.

 

Chi sarà disposto a fare tutto ciò?

 

Invertiamo: chi proporrà l’adozione di questa agenda incontrerà il consenso di tutto il Paese. Mi rivolgo innanzitutto ai nostri alleati. Ma anche la sinistra, non vedo come possa tirarsi indietro. E gli stessi 5 Stelle hanno mostrato in questi anni una grande maturazione.

 

A chi toccherà alzare questa bandiera?

 

Berlusconi ha già iniziato a farlo e credo che toccherà ancora a lui. Ma i nomi vengono dopo, il primo passo è scrivere insieme questo piano, per la salvezza del Paese. Chi meglio di Berlusconi può farlo?