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LA MIA AUDIZIONE IN V COMMISSIONE BILANCIO ALLA CAMERA – Sul dl attuazione PNRR

 

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P.A: Brunetta, “turnover intelligente, non quantità ma qualità”

 

“Negli ultimi 10 anni il personale degli enti locali è diminuito di quasi il 20%, negli ultimi 20 anni di quasi il 30%. I comuni hanno visto da un lato diminuire la qualità e quantità dei servizi forniti ai cittadini, dall’altro hanno visto una stagnazione degli investimenti. Si sono depauperati in capitale fisico e umano.

Perché , allora, questo grido di dolore da parte degli enti locali si manifesta proprio oggi in maniera così generalizzata e così condivisa anche dal Governo? Perché è stato sbloccato il turnover, ma i vincoli assunzionali sono rimasti. Di fatto alcuni meccanismi bloccano il rinnovo del personale, ancorando le capacità assunzionali al rapporto tra spesa corrente ed entrate correnti. Indistintamente.

Oggi, però, c’è un problema di grana fine. Anche stante il processo di digitalizzazione in atto, i comuni hanno carenze specifiche di personale per gli investimenti. Manifestano, cioè, esigenze di personale qualificato in virtù dell’aumento degli investimenti fissi lordi fino a 15 miliardi annui, anche grazie al Pnrr. Di fatto, un minor fabbisogno di personale per le funzioni che saranno digitalizzate, un maggior fabbisogno delle figure legate alla curva degli investimenti. Il ragionamento che stiamo facendo, dunque, è quello di riscrivere le norme riguardanti le potenzialità assunzionali dei comuni in funzione non di generici indicatori di spesa corrente e di costi del personale, ma di spesa per personale qualificato legato ai trend che si stanno incrementando (investimenti, servizi alla persona). Significa correlare i fabbisogni assunzionali agli obiettivi che hanno trend incrementali, rendendo le regole non ottuse e piatte, ma intelligenti, in funzione dei bisogni dei comuni in questo particolare periodo storico”.