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BERLUSCONI IN CAMPISSIMO. Il fine settimana del ‘No Tax Day’ cambia il clima di questo Paese

 

 Berlusconi, sfido sinistra, reagirò a golpe

Comincia una settimana nuova, anzi un tempo nuovo. Nuovo nel senso di positivo. Di più: siamo convinti che si stia invertendo la deriva di questo nostro Paese e possa sul serio ribaltare un destino verso il peggio apparentemente inesorabile.

In questi giorni lo abbiamo visto caricarsi, nella sua parte più dinamica e finora tradita: il ceto medio, di una strana speranza. E non sulla base di illusioni e slides, come abbiamo visto fare in questi mesi da chi ci governa. Ma appoggiandosi alla realtà.

Non siamo ammattiti, non ci hanno passato dati fasulli sull’economia: restano cattivi, e l’Istat ha dato numeri pessimi su disoccupazione e crescita.

Nemmeno ci sono bei segnali della volontà di governo e premier su tempi, modi e contenuti degli impegni presi per le riforme istituzionali e di quelli da prendere per il Quirinale. In Europa domina tuttora la visione corta ed egoistica della Merkel e dei suoi fedeli esecutori nordici.

Eppure qualcosa è cambiato. Lo chiamiamo fattore B. B come Berlusconi. Non è una strana creatura aliena piovuta chissà come in Italia. E’ l’espressione di quello che l’Italia è nel suo profondo. E che riemerge nei momenti di difficoltà gravissima. Fu De Gasperi nel dopoguerra. Oggi è Berlusconi.

Non perché facciano tutto loro. Ma lasciano libere le energie della gente, consegnano il popolo e i singoli alla responsabilità che compete alla razza umana.

La storia dei popoli ha dei fattori che non obbediscono a equazioni inesorabili. C’è qualcosa di incomprimibile; una voglia di vita, negli italiani, contro cui a un certo punto il pessimismo va a sbattere, e si frantuma, per fortuna si spezza. Questa capacità di ripresa ha a che fare con la libertà.

I leader dei popoli hanno questo dono, che non è una faccenda mistica, ma è registrata in sociologia da Max Weber sotto la voce carisma, ma già in Plutarco troviamo qualcosa di simile.

Il genio del popolo sa radunare intorno a sé e sviluppare le energie capaci di ribellarsi a un destino che sembra prefissato e invece si può invertire verso la luce. Non magicamente, ma con il lavoro, facendo leva sugli ideali, sulla passione, sulle competenze.

Tutto questo abbiamo visto riaffacciarsi nel fine settimana in Italia con il ritorno in campo di Berlusconi. Abbiamo enfatizzato la formula, dicendo: RITORNO IN CAMPISSIMO. Al centro della realtà. Certo i numeri sono desolanti, e le proposte del governo e della sua maggioranza sono francamente ondeggianti tra l’insufficiente e il pessimo.

Eppure ci si può risollevare.

Senza rabbia, senza sgomento, senza illusioni. Berlusconi lo fa ricominciando dall’abc della buona politica di una rivoluzione liberale.

Lasciare spazio alla operosità delle persone, non soffocare le famiglie con imposte e imposizioni, non spezzare le gambe a chi cerca di farsi largo nella competizione internazionale, tutelando chi non ce la fa.

La ricetta sarà anche già sentita. Ma la novità è il ritorno di una presenza forte e percepita sulla scena politica e su quella sociale, di un leader e di un partito capaci di radunare intorno a sé gente che vuole ricostruire, ridare prosperità e benessere da qui al futuro.

Il modo per farlo – ha detto ieri Forza Italia con il “No Tax Day” – non è fidarsi dello Stato e delle sue burocrazie, ma pretendere che lo Stato si fidi della gente, della capacità della società di far rifiorire le attività industriali e i commerci.

E il modo è quello di imporre allo Stato di allentare la morsa della sua mano sul collo di chi ha voglia di fare, soffocandolo se non addirittura uccidendolo.

Contro chi vuole consegnarci alla passività del sempre più ammorbante e risorgente statalismo di sinistra, Berlusconi ha ridato fiato e corsa alla RIVOLUZIONE LIBERALE che oggi deve tradursi immediatamente in RIVOLUZIONE FISCALE.

Non siamo qui a dare slogan. Ma a fornire proposte. Esse spaziano dall’economia alla politica. Non hanno mai – quelle di Berlusconi – un intento distruttivo. Sono sempre inclusive.

Berlusconi ha nel suo temperamento il dare fiducia all’interlocutore, fosse pure avversario.

Tende la mano sempre. Oggi essa è piena di proposte costruttive, precise, alternative agli ideali e gli interessi oggi calpestati dalla sinistra e dalla maggioranza che regge il Paese.

C’è un’Italia che sta cominciando a prendere aria e luce.