Dichiarazione dell’onorevole Renato Brunetta, presidente dei deputati di Forza Italia:
“La vita delle istituzioni non è il mondo delle favole. E la scelta dei costituenti di prevedere maggioranze molto ampie per l’elezione dei giudici della Corte è stata una scelta consapevole che rispondeva ad un’esigenza di garanzia di tutte le parti coinvolte nell’elezione di delicatissimi organi tecnici.
Non sfuggiva certamente ai padri fondatori che le garanzie paghino un prezzo all’efficienza. Anzi era assolutamente scontato. Tant’è che vi sono molti precedenti nel passato di tempi lunghissimi in elezioni con maggioranze qualificata (giudici della Corte, del Csm e dello stesso Capo dello Stato).
Aggiungo che, come sarà senz’altro noto a Gian Antonio Stella, il quale oggi sul ‘Corriere della Sera’ non ci risparmia l’ennesima intemerata moralistico-populista, il voto segreto aggiunge un ulteriore elemento di garanzia a tutela della libertà del mandato parlamentare.
Gli appelli alla responsabilità sono senz’altro opportuni, ma si scontrano contro la realtà della logica liberal-democratica. Che ha dei costi. Le parti coinvolte possono cercare di far presto, possono a questo scopo anche cambiare candidati (come Forza Italia ha fatto), registrando il messaggio che viene dalle votazioni, ma non possono tradire la logica del sistema, se non eventualmente cambiandolo.
Per il Capo dello Stato il cambiamento potrebbe essere l’elezione diretta, ma per i giudici della Corte costituzionale, l’alternativa sarebbe che se lo sceglie la maggioranza politica. Soluzione molto efficiente, ma i cittadini avrebbero meno garanzie di imparzialità e precipiteremmo nell’autoritarismo garantista. Stella, rifletta!”.