“A seguito di ulteriori informazioni assunte direttamente presso gli Uffici della Camera dei Deputati, risulta che l’Ufficio parlamentare per il bilancio, nel validare il quadro macroeconomico del DEF, non abbia reso alcuna comunicazione formale alle Commissioni “competenti in materia di finanza pubblica” – articolo 18 comma 2 della legge 243 del 2012 – né presentato la documentazione di supporto, al fine di consentire il necessario giudizio del Parlamento sul documento del Governo.
Dalla lettera pubblicata sul sito si evince che tale procedura è stata disciplinata dal Protocollo d’intesa tra l’UPB ed il ministero dell’Economia e delle finanze, quasi si trattasse di un rapporto di consulenza esclusiva con il solo Esecutivo. Si tratta di un’interpretazione distorta del ruolo che l’Ufficio del bilancio deve avere e delle funzioni che deve svolgere, che sono poste soprattutto a difesa delle prerogative parlamentari.
Esse non possono essere sostituite da una semplice audizione, dato che il parere dell’Ufficio di bilancio si inserisce pienamente nelle procedure parlamentari di approvazione del DEF, come prevede il successivo comma 3. La cui eventuale attivazione richiede la preventiva conoscenza delle motivazioni analitiche, che portano alla verifica dei dati – comma 1 della legge richiamata – forniti dal Governo”.