“Dopo le dichiarazioni del suo ministro della Difesa, Roberta Pinotti (‘l’Italia è pronta a guidare una coalizione per fermare l’avanzata del Califfato’, ‘se in Afghanistan abbiamo inviato fino a 5mila uomini in Libia la nostra missione può essere significativa e impegnativa anche numericamente’), dopo le dichiarazioni del suo ministro degli Esteri, Paolo Gentiloni (l’Italia è ‘pronta a combattere’), e dopo le sue stesse affermazioni (‘la Libia è un grande problema dell’Europa da risolvere con decisione e determinazione’, ‘c’è bisogno di un tentativo più forte: l’Italia è pronta a fare la sua parte’), adesso il presidente del Consiglio, Matteo Renzi, ci informa, sempre tramite un’intervista (giammai parlare nelle sedi istituzionali preposte), che non è tempo per un intervento militare in Libia, e ammonisce: ‘è bene che su una situazione di politica estera delicata il Paese non si metta a litigare’.
Litigare? Finora l’unico che vediamo litigare è Renzi con se stesso. Metta d’accordo le sue due anime. Eviti fughe in avanti, sue e dei suoi ministri, e repentine marce indietro. Eviti di girare sistematicamente la frittata. Facendo così crea solo caos e confusione.
Il Paese, in un momento così particolare, ha bisogno di un presidente del Consiglio che dia almeno la sensazione di sicurezza e di stabilità. Renzi eviti altri svarioni e auto-isterie”.