“Signor presidente del Consiglio, le confesso la mia grande delusione quando il sottosegretario Scalfarotto ha letto i pareri sulle risoluzioni. Mi aspettavo da lei un atto di intelligenza”. Così il capogruppo di Forza Italia alla Camera dei deputati, Renato Brunetta, intervenendo in Aula a Montecitorio per le dichiarazioni di voto dopo le comunicazioni del presidente del Consiglio Matteo Renzi in vista del prossimo Consiglio europeo.
“Vede, signor presidente del Consiglio, lei ha tutti i difetti del mondo, ma non le difetta certamente l’intelligenza. E intelligenza avrebbe portato a chiedere a questo Parlamento – attraverso il consenso su altre risoluzioni sull’Europa, che fossero aggiuntive, complementari a quella della sua maggioranza – un consenso più ampio, un mandato più ampio, una visione più ampia sull’Europa. Non lo ha fatto. Le è mancato il tempo, o forse le è mancata l’intelligenza politica. Spero che sia la prima opzione. Perché alla mancanza di tempo si rimedia, alla mancanza di intelligenza politica è ben più difficile”.
“Vede, signor presidente del Consiglio, lei è molto debole in Italia, in questo momento, ma è ancor più debole in Europa. Mi hanno dato quasi fastidio, e mi creda ce ne vuole, i giudizi violenti, sprezzanti, quasi insultanti, di Juncker, di Katainen, di Weidmann, persino del mite Moscovici, sull’Italia e su di lei. Mi hanno fatto male, non perché lei non lo meritasse, non perché il suo governo non lo meritasse, ma da quale pulpito… dal pulpito di Juncker, dal pulpito di Moscovici, dal pulpito di Katainen”.
“Ecco vede, lei in Italia è debole, ma in Europa è debolissimo”, ha sottolineato Brunetta.