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EDITORIALE/2. LA STORIA SIAMO NOI – Diario ragionato delle scelte di Berlusconi e di Forza Italia prima, durante e dopo il Nazareno. La nostra coerenza con i valori che ci animano e le mosse serpentesche del premier

 

Berlusconi Renzi

Il Patto del Nazareno, in cui abbiamo creduto, si è rivelato un accordo funzionale al comodo di una parte. Abbiamo aderito volentieri, perché era premessa di un ripristino della democrazia in Italia. Nelle stesse condizioni di allora, diremmo ancora di sì. Per cui nessun rimpianto e nessun lamento.

Ma noi non rinneghiamo nulla. Anzi rivendichiamo tutte, ma proprio tutte le scelte che abbiamo compiuto dal 2011 a oggi. Per noi la questione morale impedisce di accettare il tradimento della buona fede.

E questo è ciò che ha fatto Renzi. Con le conseguenze che sappiamo. Proprio la coerenza con i valori che ci animano, ha dettato il ‘no’ di Berlusconi alle mosse serpentesche del Capo del Governo.

L’elezione del Presidente della Repubblica – contro la cui degna persona non abbiamo riserve personali – è stato l’ultimo episodio di tracotanza che ha coronato un anno di forzature estenuanti. In quest’ultima vicenda Renzi, in maniera ostentata, ha superato il limite della decenza, esibendo una prepotenza inaccettabile in qualunque democrazia che voglia percorrere un cammino di riforme condivise.

Non rinneghiamo nulla dei tentativi da noi ostinatamente portati avanti con onestà e lealtà per l’interesse nazionale e per il bene comune. È Renzi che ha fallito moralmente e ne renderà conto al popolo sovrano e alla storia.

Lo scopo, pattuito sin dal 18 gennaio del 2014, era quello di consentire l’evoluzione in senso bipolare del sistema e garantire a chi fosse scelto dal popolo sovrano di governare davvero, nel rispetto e con la collaborazione di un Parlamento più snello, senza doppioni costosi e farraginosi.

Mano a mano, con 17-18 cambiamenti spesso peggiorativi, pur di non buttare via il bambino insieme all’acqua sporca, abbiamo dato il nostro assenso alle proposte del governo.

Ma Renzi adesso sta cercando di annegare il bambino della democrazia nell’acqua sporca delle sue ambizioni pericolose.

Nella questione del Quirinale, Renzi aveva dato assicurazione sul metodo della condivisione di un candidato in chiara continuità con il Patto. Invece ha stracciato la parola data e la nostra buona fede.

Gli abbiamo detto di no, perché a dire di no era il patto libero e responsabile moralmente sottoscritto da partner di pari dignità.

D’ora in poi, carte scoperte. Diremo di no a ciò che riteniamo nocivo, diremo di sì a quanto riteniamo utile al bene comune.

 

Opposizione integrale, responsabile, selettiva e seria.

Non è più tollerabile che le redini del governo siano affidate a chi, con sicumera e prepotenza, lo sta trascinando nel disastro economico, democratico, morale.

Il percorso per fare, in stretta e fiduciosa collaborazione con il Partito democratico, le riforme istituzionali, per noi finisce qui.

Opposizione a 360 gradi.

Rivendichiamo il passo fiducioso del 18 gennaio del 2014, rivendichiamo la sua fine, e questa nuova fase che sappiamo essere condivisa dal 98,8% dei nostri elettori.

 

Così come rivendichiamo le decisioni di oggi, così non rinneghiamo le scelte fatte dal 2011 ad oggi. Estate 2011. Abbiamo rifiutato di sottometterci ai diktat di Sarkozy e Merkel, rivendicando contro l’austerità a guida tedesca un’altra politica dell’euro, un nuovo statuto della Bce. Non rinneghiamo le dimissioni del novembre 2011.

Una campagna mediatica universale ed ossessiva aveva trasformato Mario Monti in un eroe invincibile, farlo cadere avrebbe dato il pretesto di una nuova aggressione speculativa. Lo rivendichiamo!

Rivendichiamo in quel 24 febbraio del 2013 la proposta fatta, prima ancora che fosse definito il risultato ufficiale (e falso!) del voto, proponemmo una condivisione delle responsabilità di governo a Bersani e a Monti. Rivendichiamo anche il sì al governo Letta, così come la scelta di negargli la fiducia nel novembre 2013.

 

E siamo al 18 gennaio 2014, all’invito di Renzi a Largo del Nazareno, dopo che la Corte Costituzionale aveva motivato la sentenza con cui dichiarava incostituzionale il Porcellum.

Siamo al Patto che rivendichiamo, e siamo alla fine del Patto, che rivendichiamo anch’essa.

Ogni sì e ogni no è stato pronunciato rimanendo noi stessi.

Forza Italia rinasce dentro la consapevolezza dei propri ideali e dell’impegno preso con gli italiani.

Ricominciamo senza paura e con la certezza di essere dalla parte dell’Italia migliore e dalla parte giusta della storia, immedesimandoci con i bisogni e le sofferenze del nostro popolo.

Forza Italia riparte dal nostro popolo. Riparte e rinasce più fresca e pura.