C’è un partito in Italia che fin dalla sua costituzione ha scaricato sul Paese le proprie contraddizioni. A più riprese i dibattiti e le conte interne del Partito democratico hanno condizionato e compresso il dibattito pubblico, finanche influenzando le scelte dei governi su questioni che avrebbero meritato tutt’altra attenzione. Con lo sguardo non rivolto all’Italia ma alla ditta, anzi le ditte familistiche che da sempre si rinnegano e osteggiano a vicenda. Con la figura del leader percepita più come un mostro da abbattere, dopo averlo creato, piuttosto che mezzo per attrarre consenso e concentrare le responsabilità.
Matteo Renzi ha posto se stesso al centro della scena. Derubricando a mera polvere sulla giacca le questioni interne, sta imponendo una visione monocroma della realtà fatta di annunci e promesse. È questa la nuova via. È questo il frutto avvelenato delle primarie. Che Silvio Berlusconi, con saggezza, ha deciso di non cogliere.
La nuova Forza Italia nascerà dalla fusione tra presenza politica e impegno sociale, con il coinvolgimento dei Club Forza Silvio. Una scelta dettata dal buon senso, dalle esigenze oggettive di comunità attive che la società liquida impone.
Una forma innovativa di politica sociale in grado di costruire solidarietà e programmi concreti, sulla cui base proporre un piano di proposte per il governo cittadino, regionale, nazionale. E su questo alveo che scorrerà la nuova linfa vitale del movimento azzurro. Programmi dal basso, programmi territoriali, programmi fatti dai cittadini per i cittadini.
Lo strumento per mettere in moto questo circolo virtuoso saranno i congressi provinciali e comunali che nei prossimi mesi coinvolgeranno migliaia di militanti e migliaia di nuove leve per gettare concretamente le basi del partito di domani. Un movimento proiettato con speranza al futuro e in grado di costruire anche con il coinvolgimento dei territori un’alternativa credibile a questo sconquassato governo Renzi.