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erlusconi, vero statista al centro della scena, fa una proposta sensata e di giudizio, in grado di disgorgare la gravissima crisi democratica e istituzionale: prima il Colle e poi le riforme.
La soluzione prospettata da Berlusconi non è solo tecnica e di buon senso, ma ha soprattutto forza morale, a tutela di un percorso di pacificazione vitale per questo Paese.
Nessun cinismo, fin troppa fiducia nel Patto del Nazareno, e disincanto rispetto ai continui cambiamenti e rinvii decisi da Renzi-Boschi. Che patto è un patto dove le regole del gioco non si stabiliscono insieme, dove in corso d’opera si modifica la sostanza strutturale della legge elettorale? È un patto viziato.
Ma come al solito salvato e ristabilizzato da Berlusconi che spazza via le nubi dal cielo del Quirinale: “Il Paese vive una situazione preoccupante che non so quanto venga percepita fino in fondo. Siamo in un sistema politico che non è democratico, siamo in presenza di una crisi economica strutturale.
E nel bel mezzo di questo contesto cade l’elezione del nuovo Capo dello Stato. Perciò credo che si debba mettere subito in sicurezza la massima carica dello Stato”.
Non esiste possibile contestazione razionale a questo ragionamento del Cavaliere. E sottolineiamo che con le Camere per metà delegittimate da una sentenza della Corte costituzionale e per l’altra metà non rappresentative del reale peso delle forze politiche, non si può non scegliere il Presidente della Repubblica insieme per garantire equilibrio e credibilità alla carica che per Costituzione deve essere di garanzia e avere forza unitiva.
Ma Renzi dichiara la proposta irricevibile e “da respingere”: prima Italicum e poi Quirinale afferma. Così non si va da nessuna parte.
Accusa noi di cambiare il Patto e lui per primo destabilizza l’accordo.
Improvvisamente ha fretta di sistemarsi l’Italicum a misura del suo comodo e va alla ricerca di grillini epurati. Ha smarrito la bussola dell’interesse nazionale. Diciamo semplicemente: Matteo ripensaci. Smettila un momento di lucidare gli ottoni del tuo tinello e pensa al bene comune.