“Mille insopportabili giorni”, dice il nostro striscione all’ingresso de “Il Mattinale”.
Non sono sopportabili per l’Italia. E faremo in modo che non sia costretta ad assistere per mille giorni a una inesorabile caduta nell’abisso.
Siamo responsabili, per questo siamo all’opposizione e lo saremo con nettezza propositiva. Di certo, non ci rassegniamo a questa tempistica plantigrada. Non ci stiamo. Come ha spiegato il Presidente Renato Brunetta nella replica all’informativa del premier Matteo Renzi, le cose da fare sono urgenti ed è possibile, possibilissimo, sol che si vogliano trovare le condizioni politiche, scriverle, discuterle, approvarle, implementarle: salvare l’Italia. Se si vuol impedire che il lugubre rintocco dell’Ocse annunci la morte prossima del nostro Paese occorre agire e portare a compimento le riforme dure in cento giorni.
Invece Renzi continua a cambiare le priorità e ingolfa il Parlamento, e temiamo ormai che sia una tattica consapevole per impedire che si verifichi l’incapacità della sua maggioranza di trasformare gli impegni in applicazioni legislative approvate e attuate.
Il nostro giudizio su questi primi 206 giorni di governo è di bocciatura amara e convinta.
Ma la nostra bocciatura non è compiaciuta, non siamo per il tanto peggio tanto meglio, non ci auguriamo un patatrac che travolga la persona del premier e il suo governo. Saremo ingenui ma speriamo in una resipiscenza di Renzi, nel suo alzare la testa sopra la nebbia della sua retorica, per individuare strade nuove, nella onesta constatazione dell’incapacità di una maggioranza così inestricabilmente in lotta con se stessa di agire presto per l’Italia.
Nessuno sconforto dunque, né demoralizzazione. Tre ipotesi plausibili.
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Per approfondire su L’OCSE CONFERMA: L’ITALIA IN RECESSIONE vedi le Slide 765 www.gruppopdl-berlusconipresidente.it |