“Avevamo deciso di presentarci in Procura già stamattina presto, ma avendo da lavorare, deleghiamo volentieri l’incombenza al deputato di Cinque Stelle, Andrea Colletti, come pratico della materia. L’onorevole grillino nei giorni scorsi ha denunciato Renzi e Berlusconi sulla base della formidabile intuizione che «il Patto del Nazareno sia stato effettivamente preordinato a pilotare illegittimamente le riforme in atto nel Paese e a decidere chi nominare come futuro inquilino del Colle». La Procura ha accolto la richiesta e aperto il fascicolo. Ora se passa da noi, al sesto piano dei gruppi parlamentari, abbiamo questa noterella da consegnare in Procura”.
“All’Illustrissimo Procuratore della Repubblica di Roma, dottor Pignatone. Segnaliamo alla Signoria Vostra un fatto che riteniamo grave e suscettibile di urgenti e approfondite indagini per il reato di attentato alle istituzioni democratiche e all’indipendenza della magistratura. Lo scorso 6 giugno nei corridoi di Palazzo Montecitorio, poco prima che si svolgesse la votazione per la nomina dei membri della Consulta e del Consiglio superiore della magistratura di competenza del Parlamento, secondo quanto riferiscono le cronache, esponenti del Partito democratico e del Movimento Cinque Stelle si sono accordati per determinare l’esito dello specifico voto e in prospettiva quella del Capo dello Stato. Valga come prova la frase seguente: “Abbiamo imposto nomi super partes al Pd”, ha esultato Luigi Di Maio, vice presidente della Camera”.
“Ci domandiamo e chiediamo alla Signoria Vostra: se una parte impone nomi a un’altra parte, siamo sicuri che quei nomi siano davvero super partes, o non siano piuttosto “sub partes”, esito di costrizioni a disdoro delle regole democratiche, con evidente lesione di quel libero convincimento che deve maturarsi nelle coscienze dei singoli deputati?”.
“Riteniamo opportuno segnalare che questo accordo di natura leonina ha portato all’elezione nella Consulta e nel Csm di personalità evidentemente condizionate e condizionabili dalla pubblica rivendicazione di paternità politica fornita nell’occasione dal Movimento Cinque Stelle per bocca del suo leader alla Camera. Trattandosi di nomine comunque delicatissime, ci permettiamo di valutare l’opportunità che i membri di organi di rilievo costituzionale “imposti” (sic) dal M5s siano sospesi dalle loro funzioni”.
“Ci permettiamo di denunciare l’attività eversiva dell’ordine costituzionale del deputato Danilo Toninelli, sempre del M5s, il quale ha proposto che sia il proprio partito a subentrare a Forza Italia come partner di Renzi nell’accordo già oggetto di indagine, ciò che si evidenzia da queste parole: “Ovviamente sono loro che devono fare un passo avanti, le nostre proposte sono note da tempo, da quelle non ci muoviamo. Devono dire che vogliono migliorare l’Italicum e come vogliono farlo”. In fede ecc”.
“Colletti forza, siamo qui a lavorare per te e per le tue denunce”, conclude ‘Il Mattinale’.