“La Rai è da sempre un condominio i cui millesimi sono nelle mani in grandissima parte della sinistra, e pure l’amministratore del condominio è di quella famiglia. Renzi però non si accontenta. Vuole perfezionare la macchina di consensi alla sinistra, rendendola perfettamente omogenea alla sua immagine di come dev’essere l’Italia e di come devono diventare anche nell’intimo gli italiani: renziani”. Lo scrive ‘Il Mattinale’ (www.ilmattinale.it), la nota politica redatta dallo staff del gruppo Forza Italia della Camera dei deputati.
“In questo caso agire per decreto implica la compressione assoluta di qualsiasi volontà di discussione. Renzi non dà per certo il decreto legge. Ma lo agita come un cappio davanti al Parlamento. Se non state buoni, bravi, rapidi e proni, vi impicco al decreto; protestate pure, andate al Quirinale, in piazza, ma ho la maggioranza, signori miei, una seduta fiume e via”.
“Ci sarebbe però la Costituzione a frapporsi ai disegni del neo-Valentino. Vero. Ma abbiamo visto come il premier la consideri: carta manipolabilissima. All’articolo 77, secondo comma, è prescritto che solo “in casi straordinari di necessità e di urgenza, il governo adotta, sotto la sua responsabilità, provvedimenti provvisori con forza di legge”. Che problema c’è? Se non ci sono necessità e urgenza, le si inventano. “Qualche garbuglio si troverà” diceva don Basilio a Siviglia”.
“In realtà una materia così ampia e grave come la riforma della Rai, che vuol dire un intervento radicale su un bene collettivo, non può per natura essere oggetto in alcun senso di un decreto legge. Abbiamo fiducia in Sergio Mattarella, e nel ruolo che ha accettato di assumere: ‘Nel linguaggio corrente si è soliti tradurre il compito del Capo dello Stato nel ruolo di un arbitro, del garante della Costituzione. E’ una immagine efficace. All’arbitro compete la puntuale applicazione delle regole. L’arbitro deve essere – e sarà – imparziale. I giocatori lo aiutino con la loro correttezza’. Ci contiamo”, conclude ‘Il Mattinale’.