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NOI. Berlusconi alla riscossa

 

 Riscossa

 

I

 diavoli del fango – come li ha argutamente definiti Giovanni Toti – hanno lavorato a Genova, e ne abbiamo visti i risultati. Ma questi demoni non abitano solo nella città ligure. Comandano tutta l’Italia.

Il modo con cui hanno preso le redini del governo è stato infangare il legittimo governo di questo Paese, sin dal 2011, costringendo Berlusconi a subire senza ribellioni, per senso di responsabilità, le dimissioni coatte, evitando così guai peggiori agli italiani.

Da allora tre governi senza legittimazione democratica, e a colpi di brogli su brogli, hanno condotto questa nostra povera Patria verso l’abisso. Ed ora Berlusconi, come ha insegnato Oriana Fallaci con il pericolo islamico, ripete il grido di Cassandra: Troia brucia, l’Italia cioè va a fondo irreparabilmente.

L’ingiustizia e il colpo inflitto alla democrazia, togliendo a Berlusconi l’agibilità politica, si sono tradotte in una politica economica infame, che invece di combattere la crisi l’ha alimentata dandole in pasto il bene più prezioso per il ceto medio: le case, svalutate e trasformate in maledizione da tasse moltiplicatesi per tre rispetto a quelle del governo Berlusconi. Da 10 a circa 34 miliardi! Ci aspettiamo che Renzi, per adeguarla ai risultati delle europee, le porti a 40,8 miliardi… tanto per essere coerente.

Berlusconi con il clamoroso e meditato intervento di ieri dà dunque un segnale di riscossa potente. Non appelli retorici. Traccia le linee per una rinascita di Forza Italia, dotandola di obiettivi chiari e della sua energia ineguagliabile.  Fa di più, non si limita a indicare la missione del nostro movimento, con la fusione di partito e di circoli: disegna la rotta per la salvezza che offre a chi sta guidando ora questo Paese. Propone a Renzi e al Pd le soluzioni da praticare in fretta per sottrarre l’Italia all’incubo. La nostra opposizione è tesa a stimolare un guizzo di operatività e umiltà in Renzi, così che interrompa un momento il profluvio di chiacchiere ormai stucchevoli.

Il nostro metodo è il contrario di quello della sinistra, che anche ora che domina la filiera del comando dalle città, alle province, su su, fino a Regione e Stato, cerca di far bere la panzana che i guasti sono dovuti alla burocrazia, quasi che la politica non abbia esattamente il compito di scrostare le tubature per trasformare le decisioni in fatti. Il guaio è che abbiamo una sinistra dominata da contraddizioni spaventose, che inibiscono qualsiasi repulisti del sottobosco dei poteri sindacali e burocratici.

E così ora rantola tra promesse di miliardi inesistenti e scaricabarili ignobili.

La differenza è questa. Nessuna caduta nella logica del tanto peggio tanto meglio. Noi siamo per il bene, da qualunque parte arrivi è benedetto. Certo il governo e la maggioranza promettono solo pioggia acida e catramosa. Il Pd-Ncd al comando è un groviglio di personaggi dai valori dissonanti, ciascuno di essi sostenuto da cordate dagli interessi opachi e contrapposti. Berlusconi non si unisce al coro informe delle proteste, con gli spunti criminogeni e dittatoriali di Grillo, ma dà un contributo costruttivo.

Noi da oggi, su “Il Mattinale”, daremo sviluppo organico e puntuale ai giudizi che vengono dalla sensibilità geniale del leader dei moderati. Non sottovalutiamo affatto il rimprovero che ieri ha rivolto ai quadri e dirigenti di partito, che riferiamo: “I nostri non sanno vendere il marchio che hanno in casa e ovviamente sto parlando del signor Berlusconi. Siamo in una situazione lontana dalla normalità democratica eppure non ci sono proteste, nessuno si indigna”.

Per questo abbiamo chiesto e chiediamo vigorosamente la Commissione d’inchiesta sui fatti oscuri del 2011, chiediamo la riforma della giustizia, domandiamo a Renzi e a Napolitano di dire parole chiare su questa assurda negazione dell’agibilità politica del Presidente Berlusconi. Quali sono i contenuti di una Forza Italia la cui bandiera dev’essere piantata in ciascuno dei più di 8mila comuni italiani?

In sintesi.

  1. 1.    Ferita democratica da sanare, ridando piena libertà e pieno onore a Silvio Berlusconi.
  1. 2.    Basta Tasi. Renzi non è innocente per questo esproprio che colpirà soprattutto il ceto medio il 16 ottobre.  Vogliamo tornare al livello di tassazione sulla casa del 2011, prima di Monti-Letta-Renzi.
  2. 3.    Denunciamo la qualità della manovra contenuta nella legge di stabilità, che non taglia burocrazia e spese malvage, ed invece si riduce ad un aumento della pressione fiscale.
  1. 4.    La riforma del lavoro, il famoso Jobs Act, si è trasformata da occasione di ripresa proclamata a voce, in una doppia sciagura. La prima riguarda i contenuti miserrimi del testo. Non c’è nulla che faccia prefigurare un nuovo mercato del lavoro: tutto è vago, e dove non lo è, ripristina il peggio. Il secondo guaio è l’affossamento del ruolo del Parlamento. La fiducia imposta a Senato e poi alla Camera su deleghe indistinte e caliginose, è un errore grave che tradisce lo scarso rispetto dei fondamentali della democrazia.
  1. 5.    Politica estera assente e, quando c’è, anti-italiana. Questo è ciò che vediamo praticato dalla coppia Renzi-Mogherini. Il semestre italiano in Europa ondeggia tra le affermazioni velleitarie di mutamento delle regole e impotenza sostanziale. Sulla Russia abbiamo sbagliato tutto, imponendo al Paese amicissimo del nostro Paese sanzioni che ripropongono la guerra fredda: tutto per acciambellarci come cani al guinzaglio di Obama. Così non va. Nuova Pratica di Mare.

Questa è la nostra riscossa, che è la riscossa non appena di Forza Italia, ma dell’Italia tout-court. A questa spinta propulsiva, dopo l’invito di Berlusconi, più che mai daremo colore e profondità. Ed è compito di tutti, senza attardarsi in lagne personalistiche o in fatalismi che non tengono conto per lo meno di un fattore. Il fattore B come Berlusconi.