Socialize

OPERAZIONE VERITÀ. Dall’invasione del Quirinale, agli imbrogli di Palazzo Chigi, alle manipolazioni delle agenzie di rating sotto processo a Trani

 

 

Lente

N

on ci dispiace essere in solitudine mediatica. Meglio soli che male accompagnati. Specie se questa solitudine è dovute al privilegio di essere amici della verità e del popolo italiano, e al diavolo le convenienze del potere e gli usi dell’establishment dove ci si fa l’inchino tra gente incerta tra il dividersi il bottino e lo sbranarsi per il boccone più grosso. Non ci importa del plauso di poteri forti variamente dislocati. Dunque.

Operazione verità/1. Quirinale invaso da un processo. Nel merito: il processo sulla trattativa è pura ideologia. Nella Procura di Palermo prevale da due decenni il teorema del doppio Stato. Dove Caselli e toghe conformi, fino a Ingroia e De Matteo, sono lo Stato buono. E il resto del mondo è colluso con la mafia o addirittura coincidente con essa. Ora Napolitano è trascinato a deporre, dopo aver cercato in ogni modo di spiegare che non era il caso e non aveva nulla da dire. Oggi i pm invasori del Palazzo simbolo dell’unità della Repubblica, che non hanno voluto ostentatamente alzarsi all’ingresso del Capo dello Stato, asseriscono cantando che Napolitano ha dato ragione a loro, regalando al loro teorema l’idea base. Che cioè le stragi erano una violenza per far cedere lo Stato. Erano “un aut-aut”. Ma che diavolo avrebbero dovuto essere, altrimenti? Ci domandiamo – nella assoluta certezza giuridica e morale (qualcuno ha letto le argomentazioni rigorosissime e dirimenti del giurista Fiandaca?) della insostenibilità stessa dell’esistenza di questo processo – se questa tragica invasione di campo di una magistratura fuori controllo, ed essa sì irresponsabile in senso para-costituzionale, non sia in sé una denigrazione dell’Italia, la prova patente del tradimento dello Stato di diritto. Questa stessa operazione di delegittimazione dell’Italia ebbe per bersaglio  pro-tempore (pro longo tempore!) Berlusconi. Perché Napolitano non solo tacque ma assecondò quel disegno complottista e alla fine golpista? Ora che tocca lui, che fa? Si consola osservando che i poteri forti dei grandi giornali e dei partiti alla moda della medesima stampa lo vezzeggiano e gli fanno i complimenti?

Operazione verità/ 2. A Trani il gup ha rinviato a giudizio, riconoscendo il peso delle prove portate dal pm Michele Ruggiero, i dirigenti di Standard & Poor’s e di Fitch che decisero di abbassare il rating dell’Italia, manipolando, secondo l’accusa, il mercato nel secondo semestre del 2011. Ma guarda un po’: coincidenza perfetta con quel “grande imbroglio” che attraverso strade diverse Renato Brunetta ha documentato. Totale aderenza temporale al fattaccio dello “scheme” (complotto) denunciato dal segretario del Tesoro americano Tim Geithner, quando assistette sgomento a “officials” europei, cioè ministri, al lavoro per “sporcare del sangue di Berlusconi” (letterale) le mani di Obama, cercando di convincerlo a far cadere il premier di un Paese alleato. Cosa si aspetta ad aprire un’inchiesta politica su quei fatti? Tocca al Parlamento! Che ci sta a fare se no? Forza Renzi datti una mossa. Fa’ una slide sul tema. E mandala al Quirinale.

Che sta accadendo? Questa notizia è occultata, nascostissima da (ex!) giornaloni e tg. Eppure si tratta di un processo che non dovrebbe solo essere occasione di curiosità: ci riguarda direttamente. Non in generale. Ma come popolo e come cittadini singoli. Se oggi siamo infatti più poveri di tutto tranne che di debiti, dipende dai fatti che lì sono sotto esame, e sono già emersi nella loro evidenza al di là delle valenze penali. Siamo stati derubati, in quel 2011, di ricchezze, di occupazione e di democrazia, in un intreccio dove questi elementi sono interdipendenti. Noi siamo stati i primi e i soli a dar peso a questa inchiesta. Non è folclore da inchiesta provinciale. A volte Davide abbatte Golia.

Operazione verità/3. Ultima ma non ultima dell’affaire, anche se figura con il numero 3. Una si tiene con l’altra. Smascheriamo il dilettantismo operativo e il professionismo nell’imbroglio di questo governo della filibusta fiorentina.

La manovra è tassaiola, come ripete nell’intervista su “Oggi” il nostro Presidente Silvio Berlusconi. É una partita di giro e di raggiro. Noi denunciamo i trucchi contabili e la manfrina con Bruxelles per mettere la cipria sulle piaghe causate da quel terzetto senza soluzione di continuità di premier senza legittimità di voto (Monti-Letta-Renzi). Abbiamo scelto un punto simbolico e sostanziale di attacco alla menzogna: le tasse sulla casa, più che triplicate dopo che Berlusconi è stato costretto ad andarsene grazie a un golpe. Noi non ci limitiamo a protestare.

Da opposizione responsabile proponiamo una contro-manovra. Via gli esosi salassi che uccidono l’edilizia e le famiglie, toccando il bene più prezioso, zero tasse sulla prima casa e sui capannoni. Tornare al livello di imposte sugli immobili del governo Berlusconi, 11 miliardi contro i 34 di oggi. Finanziando le minori entrate con l’amputazione delle idrovore rosse che con le partecipate pubbliche degli enti locali succhiano risorse. Meno tasse, meno spese di Stato. Tagliare le unghie a chi arraffa, senza intaccare, come fa questo governo, i servizi alla persona e specialmente alle persone e alle famiglie più svantaggiate.

Operazione vittoria. Questa è la strada per prepararci a riprendere il governo del Paese con la guida di Berlusconi. Verità, proposte praticabili, per la libertà e la prosperità degli italiani.  

Per approfondire su IL COMPLOTTO
leggi le Slide 679

www.gruppopdl-berlusconipresidente.it

Per approfondire sul COMPLOTTO:  LA RASSEGNA DEI LIBRI leggi le Slide 679 www.gruppopdl-berlusconipresidente.it