La nostra ‘ditta’ è l’Italia. È bene che tutti se ne facciano una ragione. Siamo coscienti, conoscenti e coscienziosi. Ecco perché non lasciamo spazio a equivoci e fraintendimenti.
Pronti a sostenere il governo sul Jobs Act a condizione che l’impianto resti coerente con quanto fin’ora detto dal premier Matteo Renzi. Le circostanze – fatti e misfatti di una maggioranza in piena crisi di nervi, vascello alla deriva e con una gran tempesta in arrivo – ci inducono a essere realisti, molto più del re.
Un sovrano che rischia di farsi travolgere da una corte di rancorosi, più attenti alla conquista di medagliette da parrocchietta che alla reale portata della crisi di credibilità che rischia di affossare ancora di più il nostro Paese.
Matteo Renzi ha l’occasione unica di smascherare, una volta e per tutte, i finti sostenitori del cambiamento. Più gattopardi che iene. Personaggi pirandelliani di un dramma che rischia di diventare farsa.
Le questioni che il Parlamento affronterà nelle prossime settimane sono decisive per dissipare le nebbie su una proposta, quella riformista, alla quale Forza Italia ha il dovere – per convinzione e coerenza con la propria storia e i valori che rappresenta – di contribuire.
Senza infingimenti, né calcoli politici. Non ci appartengono. Lo ribadiamo, la nostra ‘ditta’ è l’Italia. Sta per arrivare il tempo delle castagne, non vogliamo toglierle dal fuoco al Presidente del Consiglio ma al nostro Paese.
A differenza di chi lega la propria sopravvivenza alla strenua difesa dell’esistente, Forza Italia ha il dovere di guidare il cambiamento. Indicare quella rotta di libertà che conduce allo sviluppo. Patrimonio genetico dei moderati italiani, maggioranza sociale nel Paese che deve e può diventare, attraverso il contributo di tutti, maggioranza politica.