“Caro presidente, continua la nostra corrispondenza epistolare, cominciata con la lettera del 31 marzo 2014, in cui esprimevo forti preoccupazioni sul quadro di finanza pubblica italiano, e a cui ha fatto seguito la lettera del 14 aprile 2014, immediatamente successiva al varo, da parte del governo, del Documento di economia e finanza, che ha aumentato il livello di apprensione sui conti pubblici italiani, anche in considerazione dei possibili riflessi nelle valutazioni sul nostro Paese della Commissione europea da un lato e degli altri Organismi internazionali e dei mercati dall’altro”. Così Renato Brunetta, presidente dei deputati di Forza Italia, in una lettera aperta al presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano.
“Si riteneva, infatti, necessaria una grande vigilanza di tutte le Istituzioni affinché la campagna elettorale per il rinnovo del Parlamento europeo non prendesse il sopravvento, spingendo la maggioranza a scelte che, un domani, potrebbero ritorcersi anche non solo contro se stessa, ma anche, ciò che più conta, contro l’intero Paese. E che, soprattutto, avrebbero un grave impatto negativo sull’immagine dell’Italia”.
“A seguito di queste lettere avevamo avuto risposte di rassicurazione, ma, nonostante il lungo travaglio, il decreto cosiddetto ‘Irpef’, dall’incertezza delle cui coperture derivavano i nostri dubbi, è stato controfirmato. Dubbi, i nostri, tutti confermati dalla Nota di lettura n. 45 del 2 maggio 2014 redatta dal Servizio bilancio del Senato della Repubblica, tra l’altro ingiustamente e volgarmente criticato dal presidente del Consiglio, Matteo Renzi”.
“Tutto quanto sopra ci porta a pensare che il filtro del controllo preventivo in tema di rispetto dei principi di carattere costituzionale, e in particolare dell’articolo 81 della Costituzione, da parte del Quirinale sui provvedimenti normativi del governo non abbia funzionato come nel passato. E di questo non possiamo che rammaricarci”, conclude Brunetta.