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BRUNETTA, “BENE LE PAROLE DEL MINISTRO TRIA, OCCORRE GRANDE OPERAZIONE VERITA’ PER RIAVVIARE DIALOGO CON UE, SI RISCRIVA AL PIU’ PRESTO LA MANOVRA”

 

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“Finalmente il ministro dell’Economia Giovanni Tria è uscito dal silenzio e ha dichiarato oggi che occorre fare una grande operazione verità sui conti pubblici, in vista dell’approvazione della Legge di Bilancio, riprendendosi così il ruolo che gli compete, quello di titolare delle dichiarazioni in campo economico, che i due vicepremier Matteo Salvini e Luigi Di Maio stavano tentando di sottrargli. Siamo totalmente d’accordo con il ministro Tria sulla necessità di fare questa maxi operazione verità, che getti finalmente luce sulle bugie che il Governo giallo-verde ha raccontato negli ultimi 6 mesi.

Per poter svolgere questa operazione verità, condizione necessaria per poter riavviare il dialogo con la Commissione Europea, occorre innanzitutto riscrivere la manovra con un quadro macroeconomico finalmente attendibile, non da libro delle favole come quello che il Governo aveva presentato a Bruxelles. Vuol dire abbassare le previsioni sul tasso di crescita del Pil per quest’anno al +1,0% e per un valore compreso tra il +0,5 e il +0,8% per il 2019, ovvero alla metà rispetto al +1,5% proposto dal Governo. Vuol dire abbassare, di conseguenza, gli obiettivi del rapporto deficit/Pil per il prossimo triennio, a partire dal prossimo anno, per il quale il rapporto dovrà essere fissato al livello voluto inizialmente proprio dal ministro dell’Economia, pari all’1,8%, prima che l’asse Lega-Cinque Stelle gli imponesse di innalzarlo al 2,4%, che poi sarebbe in realtà un 2,9%, secondo le ultime stime della Commissione Europea. Vorrebbe dire abbandonare completamente le dannose misure del reddito di cittadinanza e della “quota 100”, tanto care ai due vicepremier, e dirottare le poche risorse a disposizione tutte sulla spesa per investimenti e per il taglio delle tasse. Vorrebbe dire cambiare radicalmente l’impostazione della politica economica, dalle inutili misure assistenzialiste a quelle orientate a imprese e sviluppo. Vorrebbe dire riscrivere un Draft Budgetary Plan con inserito nuovamente il pareggio di bilancio strutturale nel prossimo triennio, ovvero quell’obiettivo di medio termine concordato dal precedente Governo con la Commissione Europea, prima che questo Governo lo abbandonasse per ricorrere a nuovo deficit e nuovo debito. Vorrebbe dire inviare finalmente quel segnale che l’Unione Europea e i mercati finanziari si attendono per poter rasserenare i toni dello scontro e ritornare ad investire nel nostro Paese”.